Ci sono cose che proprio non ti piacciono. Che ti danno fastidio a priori. Che vorresti eliminare dal vocabolario, dalle possibilità. Saresti disposto ad una dieta ferrea, a mangiare per un mese insalata insapore pur di poter cancellare dalla tua vita quel noioso e insopportabile particolare.

Può essere il tin tin tin dell’automobile quando non ti allacci la cintura prima di avviare il motore, oppure lo strillo acuto di un bambino che piange. Può essere un colore come per esempio… il giallo? Oppure quella sensazione di malinconia che ti prende la domenica pomeriggio, verso il volger della sera, quando senza che te ne rendi conto hai già capito che il week end è finito.

Il ronzare della mosca che, in barba alla zanzariera, ti si è infilata in casa, o il vicino di ombrellone che col suo tono di voce sembra volerti far sapere ogni più piccolo e intimo dettaglio della sua vita vacanziera, e ce n’è sempre uno, ovunque tu vada lui è lì.

Il dirimpettaio che fa la grigliata in giardino proprio mentre tu ti appresti a gustare una carota in pinzimonio, la sola cosa commestibile che hai trovato in frigo.

Tutti abbiamo cose che proprio non ci piacciono, perché riflettono un’immagine che ci vorrebbe in cammino là… oltre lo specchio… e allora ci diciamo mille volte meglio un’insalata verde scondita!