Sabato 12 novembre, ore 20.30 e Domenica 13 novembre, ore 19.00 al teatro Paravento di Locarno

La miliardaria Claire Zachanassian, la vecchia signora per intenderci, torna, dopo molti anni, quale spirito, nella città di Güllen. Secondo la storia di Dürrenmatt, la vecchia miliardaria aveva promesso a quella povera città un’importante donazione in denaro a condizione che venisse commesso un omicidio. La città di Güllen aveva accettato il ricatto, e i soldi ottenuti in compenso, le hanno permesso di rivivere economicamente e di raggiungere il benessere. Il Teatro Paravento si interroga con questo lavoro su che cosa sia accaduto a Güllen dopo quei fatti. Il benessere ottenuto tramite metodi così “poco nobili”, è perdurato? Oppure la via intrapresa, contraddistinta dalla caduta dei valori e dei principi etici, ha condotto la città alla decadenza e al rimorso? Tutto si svolge intorno ad uno “Stammtisch”( tavolo degli habitué) al quale sono seduti alcuni cittadini di Güllen che si vedono apparire ad un tratto lo spirito della miliardaria in un’atmosfera da “Realismo magico” (all’interno di questo genere è sempre più facile parlare con gli spiriti). La miliardaria e i cittadini ricorderanno i fatti del passato. Si affronteranno tramite reciproche accuse, malcelati cinismi e falsi sentimenti di innocenza. Intanto a Güllen piove, piove molto. La città comincia ad inondarsi. Lo “Stammtisch” sembra una barca alla deriva.

Il pubblico sarà spettatore e allo stesso momento cittadino di Güllen perché in fondo, gli spettatori d’oggi come gli abitanti di quella cittadina sono immersi nella stessa crisi economico e sociale, morale ed etica. Una crisi che porta alla distruzione dei valori e dei rapporti sani tra gli esseri umani.

Il Teatro Paravento recupera della “Visita della vecchia signora” alcuni passaggi tra i più significativi dell’opera ma soprattutto  il carattere di “commedia tragica”, come lo stesso Dürrenmatt amava definire questo  suo lavoro. Un genere dove la Compagnia Teatro Paravento si sente a suo aggio. Non mancheranno dunque nel nostro allestimento gli sbalzi da momenti dichiaratamente comici ai momenti drammatici senza rinunciare alle tinte clownesche o provenienti dal “teatro cabaret”. Sottolineano quest’ultimo aspetto le musiche e canzoni dal vivo interpretate dal collettivo e i momenti musicali sorretti da un eccelso fisarmonicista.