Signore, Signori e gatti, lo stavo aspettando sull’uscio della mia cuccia curioso come una scimmia… chissà poi perché si dice così… impaziente di fare la sua conoscenza. Di lui avevo sentito parlare e dopo aver preparato una bella scorta di birra per intrattenerlo, rigorosamente rossa e assolutamente irlandese, mi sono appostato, coda in su, in attesa. Eccolo che arriva! Passo morbido, maglietta, tatuaggi, occhiali da sole e l’inconfondibile barba! Arriva Nick Rusconi.

I convenevoli si sbrigano in fretta. Ma io sono come ipnotizzato. Non riesco, mio malgrado, a distogliere l’attenzione da tutto quel pelo! Siamo in primavera e sono assillato dal pensiero di pulci e zecche. Nella barba gli mettono il frontline? No perché a me lo danno ogni 3 mesi! È così folta. La mia mente felina è ormai presa in un trip. Un viaggio ultraterreno. Come nel test di Rorschach osservo quella immensa barba vedendo mille e mille figure grottesche. Resto immobile. Bocca semiaperta e lingua penzolante, un accenno di bava. La pendola batte le tre.

Finisce il sorso di birra, non si scompone e si guarda attorno curioso. «Purtroppo no gattino impertinente, niente frontline e si vede, la mia barba si sta ingrigendo e non ho animali domestici. No, ma ho una sorella, conta?»

Io impietrito, mi ha letto nel pensiero. Mi fissa. Non fa una piega. Da un’altra sorsata alla birra e continua da solo, senza muovere le labbra. Proprio come un ventriloquo. «Immagino voglia sapere se regista ci si nasce o si diventa? Gatto, regista si diventa, studiando e coltivando quella che è a tutti gli effetti una passione innata. Io sono principalmente un regista televisivo e quindi realizzo trasmissioni tv. Ma quando mi capita di raccontare storie, allora cerco di raccontare quelle che mi sono più vicine, quelle che conosco».

Sono sempre imbambolato dalla barba, è più forte di me. Lui prosegue come stessimo realmente conversando. Sento i suoi pensieri ma non vedo altro. Sono immobile e lotto ferocemente contro l’assenza totale del tempo. Anche la pendola sembra non accorgersi del tempo che passa, è come rallentata.

«I creativi lavorano meglio la notte perché ha più fascino e sostanzialmente c’è meno gente che ti disturba, e io non faccio eccezione. Tra i creativi che preferisco c’è lo scrittore Dean Koontz, ma è sempre una dura lotta sceglierne uno, dipende da come mi sento. Prova a leggere Il cattivo ragazzo. Tra i registi vecchi volponi di sempre direi che il mio preferito in assoluto è Brian de Palma. Ma poi ci sono anche Villeneuve, Tarantino, i fratelli Coen, Leone, Argento, Fincher, Woody Allen e… insomma i soliti nomi. Tra gli attori del passato mi piacciono Steve McQueen e Charles Bronson. Del presente Tom Hardy, Sean Penn, Vincent Cassel. Citarne solo uno non si può proprio. Non capisco perché non parliamo di attrici?»

Annuisco sempre immobile. Unici pensieri sono adesso la barba e Dario Argento. Si ferma alza gli occhi. Mi fissa per una frazione di secondo e mi sorride. Almeno credo.

«Si chiederà se sia più importante l’estetica o il contenuto. Chiaro. Il contenuto è sempre più importante, non solo al cinema e in televisione o su una rivista. Un’ immagine deve dire di più».

«Il mio gatto preferito…? te lo devo proprio dire coso, a me i gatti non piacciono. Preferisco i cani e davvero vuoi che metta in ordine di gradimento Zorro, Rintintin, Heidi, Barbablu, Dexter, Capitan Uncino, Damon Salvatore. Lasciamelo dire non trovo un nesso logico per questi personaggi, quindi faccio una distinzione tra buoni e cattivi e metto al primo posto Dexter, Capitan Uncino e Barbablu. Gli altri sono buoni e quindi non mi interessano. Io sono per i cattivi. Devo spiegare il perché? L’ho appena fatto gatto rognoso, non stai attento?»

Riesco solo a accennare un movimento di coda. Aiuto! Vi prego che qualcuno mi aiuti! Temo di farmela sotto senza arrivare alla lettiera!

«Mangiare… bene nonostante abbia realizzato qualche programma di cucina, non ho imparato nulla e credo che la mia cucina mi odi, ogni volta che cerco di usarla lei dice no. In sostanza la sera non mangio se qualcuno non cucina per me».

Forse riesco a miagolare, ma non ne sono sicuro. Sudo sottopelo.

«Lo sai gatto, sei simpatico come un documentario sugli Gnu. D’ora in avanti quando esci la notte, guardati le spalle».

Finisce la sua birra e appoggia il boccale sul tavolino da fumo.

Mi fissa interrogativo. «Allora gatto. Cominciamo l’intervista o intende fissarmi in silenzio ancora a lungo?». La pendola sta ancora battendo le tre…

Inutile… è la maledizione di barbablu! Se non ce la dovessi fare ricordatemi charmante. C’est tout.