Il muro di Timothy Hofmann. A volte c’è qualcuno che vede lontano. Questo è il caso. Timothy Hofmann, giovane artista ticinese, l’estate scorsa è uscito con la prima puntata della graphic novel CORVI+TOPI. Una storia ambientata in una Lugano del futuro dove, tra le tante sconcertanti realtà, c’è anche un muro costruito per separare il Cantone dalla vicina penisola. Un muro che è simbolo forte e che ha radici profonde nella storia dell’uomo. Da sempre, infatti, si può dire che l’essere umano abbia eretto barricate nella lotta contro il prossimo, contro il nemico, fosse esso reale o solo immaginario.

Oggi però il muro descritto da Hofmann diventa quanto mai attuale, se visto alla luce della cronaca che impazza ormai da tempo su quotidiani nazionali ed internazionali. Il muro progettato dall’Ungheria per limitare il transito di migrati e quello supposto proprio qui in Ticino, solo per citarne due, ma molti sono i muri che oggi urlano segregazione, separazione.

«È surreale leggere i giornali. Sembra di essere caduto nella narrazione, come fossi finto dentro il mio stesso racconto – spiega Timothy – faccio fatica a prenderlo sul serio eppure è attualità, un discorso che riguarda tutta l’Europa e le basi stesse del concetto di comunità, ma non solo. Un muro è un messaggio negativo. Sempre, ma soprattutto quando nasce all’ interno di un territorio che professa unità».

Un tema caldo su cui riflettere, magari proprio leggendo le puntate di Corvi+Topi.

I prossimi appuntamenti con Timothy Hofmann sono per l’autunno con una presentazione al Foce e una possibile serie web di Corvi+Topi.