Giunto alla sua ventiseiesima edizione, il FIT Festival Internazionale del Teatro e della scena contemporanea, in scena dal 28 settembre, rivolge lo sguardo alla contemporaneità̀ offrendo spazio alle nuove creazioni di alcune tra le eccellenze del panorama teatrale contemporaneo.

Un’edizione con una forte linea politica quest’anno, che vuole guardare con lucidità a questo ventunesimo secolo, quello in cui siamo collocati oggi, leggero ed evanescente, veloce e non impegnativo, piegato a misura 3.0 in un oggi così rapido da non prevedere la costruzione di un futuro. Un festival che aiuti a pensare e a vedere, uno spazio pubblico nel quale tutti i cittadini possano sentirsi parte fondamentale, partecipando.

Un programma di tutto rispetto che spazia dal doppio spettacolo Striptease & Out at Sea che si interroga sul concetto di classe, sfruttamento e limiti della democrazia, a in Su L’Umano sentire cap.2 Maneggiami con cura che affronta il tema della mancanza. Poi ancora I Am Not Ashamed of My Communist Past dove si affronta la recente storia della Repubblica socialista federale di Jugoslavia, un paese che ora esiste solo nell’ immaginazione e nella memoria. Ma c’è anche la danza Cut di Philippe Saire che attraverso un meccanismo spaziale rappresenta la frattura che deriva dall’esilio. Debutto assoluto per la drammaturga italiana Francesca Garolla con Tu es libre di Teatro i, che entra nel vivo dei nostri giorni, e ripercorre la storia di Haner, giovanissima francese di origine araba che parte per la Siria per unirsi a Daesh. Come l’anno scorso, anche quest’anno grande attenzione alla drammaturgia con la mise en espace di Caterina Gozzi del testo Assetati di Wajdi Mouawad regista francese di punta. Per il teatro svizzero i Trickster-p con uno dei loro cult B una rivisitazione della fiaba di Biancaneve in forma installativa. Originale il docu-fiction del collettivo olandese Wunderbaum in cui gli attori, convinti che il teatro non basti a fare la differenza, smettono di fingere di agire e passano davvero all’azione, nel tentativo di cambiare radicalmente il mondo. Politica è anche la bellezza iconica di Anne Teresa de Keersmaeker e di Rosas danst Rosas capolavoro della danza contemporanea; così come lo è il lavoro del collettivo Ingwer Io sono un’altra. Ne Il cielo non è un fondale, si parla del fenomeno irreversibile dell’urbanizzazione dei paesaggi e dei modi di vivere. Dal Cile arriva Manuela Infante che in Estado Vegetal gira senza sosta intorno a un dialogo impossibile, quello tra gli esseri umani e le piante. Il dialogo fallito con la natura che è forse il nostro monologo più innato.

Per ritornare alla politica in senso stretto, con Ahmed El Attar, Before the Revolution, dove si parla di ciò che ricordiamo accadeva prima dell’Egitto di oggi. Politico è Boris Nikitin nel suo Hamlet. Un Amleto che non è Amleto. Questo Amleto è Julian Mending, destabilizzato da un mondo che percepisce come falso e ingannevole, fino a quando decide di fingere la pazzia e giocare con la sua stranezza.

Il FIT/Festival, come ogni anno, dà spazio anche al mondo dei più giovani mettendo in campo la nuova selezione dei cinque titoli in concorso della sezione YOUNG&KIDS, destinati ad un pubblico di bambini e giovani.

Le prenotazioni degli spettacoli del FIT Festival 2017 si effettueranno presso BIGLIETTERIA LAC Piazza Bernardino Luini 2, Lugano Tel +41 (0)58 866 42 22 Mar – Mer – Ven – Sab – Dom: 10:00 – 18:00 Gio: 10:00 – 20:00 – online www.luganoinscena.ch, o presso Ticket Corner.