Signore, signori e gatti,

da qualche tempo sto esaminando curriculum per selezionare una casa, con relativo umano, nella quale andare a vivere. Tra le varie personalità candidate non poteva certo mancare il direttore della nostra amatissima RSI, Maurizio Canetta. Così l’ho chiamato a colloquio e lui, molto carinamente, è venuto a trovarmi. Certo il nome è fuorviante, noi gatti coi cane-tti siamo sempre un po’ guardinghi, ma il direttore mi ha subito fatto una buona impressione. Composto e sorridente, disponibile e garbato. Quindi ho istintivamente socchiuso gli occhi in segno di felina simpatia. Lui non sapeva che stava per affrontare il colloquio per il posto di umano di Murakamimao, posizione molto ambita e vacante da qualche tempo. I candidati devono avere un curriculum decisamente di alto profilo e doti non comuni. Non gli volevo mettere ansia e così gli ho raccontato che si sarebbe trattato di una semplice intervista. Vediamo se il signor Canetta otterrà il posto.

«Un direttore come lei, con grosse responsabilità, è un direttore sempre? Anche in pigiama davanti a una tazza di caffè latte?» sorride «Il mattino solo caffè e Gazzetta dello Sport, niente latte, mi dispiace dal punto di vista dei gusti dei gatti. Comunque, sì, il ruolo di direttore è per sempre, soprattutto in questi tempi di connettività assoluta e continua».

Non beve latte! Ma ci si può veramente fidare di un uomo che non beve latte la mattina? Questo è uno di quei quesiti sui quali tendo a schiacciare lunghe riflessioni, maratone di pensieri degne di Enrico Mentana. E proprio pensando a Mentana un’associazione di idee si fa prepotentemente strada, così riprendo il filo del discorso e gli suggerisco che, forse, in RSI manca una personalità capace di fare impennare lo share. Chiedo, non senza un pizzico di malizia «in RSI lavorano anche il Gatto Arturo e il cane Peo. Il primo è muto pora bestia… il secondo… beh… ecco io non amo molto i cagnetti blu… ha in previsione di assumere qualche altra bestiola? Magari un bel micio, pelo pezzato bianco e nero e buona parlantina? Il direttore sempre cordiale risponde: «Lei dimentica il cane Clio di Molla l’osso, ma capisco un po’ di allergia da parte sua. Non abbiamo acquisti zoologici in arrivo, ma cani e gatti sono nei nostri pensieri. Abbiamo appena inaugurato una rubrica su e con cani e gatti su Rete Uno il sabato pomeriggio. La conduce Lara Montagna che è una garanzia. Per l’estate stiamo lavorando a un programma di prima serata con animali e affini, nel senso dei padroni».

Il cane Clio? Un bel musino senza sale! Niente a che vedere con la bella e brava signorina Clarissa. Però va detto che il signor Canetta sa proprio lisciarmi per il verso del pelo. Spazio agli animali in Tv, che sono sempre nei suoi pensieri! Ecco mi trovo mio malgrado a fare rumorosamente le fusa al direttore!

E con le fusa, va da se, arriva anche la mia innata passione per le domande scomode. Giusto per ricordare che Murakamimao è giornalista d’assalto sparo il trabocchetto: «preferisce la cucina nostrana o quella etnica?»  non mi da tempo di batter ciglia e risponde «Il mio piatto di culto è la cassoeula, il secondo in classifica è la tajine. La vera passione però sono i dolci».

Ha decisamente schivato il proiettile e sparato dritto al cuore del gatto! Che acquolina! Che gusto. Ma sarà tanto sofisticato anche su temi più intellettuali? Non lascio il tempo di prendere fiato e sparo a raffica le mie domande, tanto per saggiare la sua prontezza di riflessi.

«Cosa fa Maurizio Canetta nel suo tempo libero?» «Legge libri e giornali, guarda serie televisive, soffre per l’Inter, nuota in piscina, ma adora il lago, anche d’inverno, va a teatro, cucina. Molte di queste cose le faccio con mia moglie».

«Ultimo libro letto?» «In corso: Ci rivediamo lassù di Pierre Lemaitre. Ultimo finito: Il cerchio di Dave Eggers. Il primo è una storia di reduci della prima guerra mondiale, il secondo racconta il mondo apparentemente gioioso, ma tremendo del pensiero unico targato Facebook, Amazon e dintorni».

«Ultimo film visto in tv?» «Mommy di Xavier Dolan, film strepitoso, trasmesso da RSI, obviously. Un aneddoto. Ero ad Amsterdam con mia moglie e siamo andati a vederlo, dicendoci: “Tanto è in francese”. Dopo dieci minuti di film in québéquois, ci siamo aiutati con i sottotitoli in olandese, di cui non sappiamo una parola. In TV almeno ho capito tutto».

«segno zodiacale?» giusto per distrarlo un po’, lo so è un colpo basso, ma sono un gatto non dimenticatelo mai! «Capricorno nato il 25 dicembre. Ascendente capricorno».

«La RSI si sta preparando per la sfida del web. Secondo lei il futuro è in rete?» «Se facciamo gol sì. La rete dominerà sempre di più, imponendo nuovi modi di consumo, che orienteranno anche le scelte della radio e della TV. Detto questo, la televisione resta un media decisivo e a grande impatto. Perderanno peso probabilmente i palinsesti, non certo i contenuti. È su quelli che ci giochiamo la partita».

«Un sogno nel cassetto ancora da realizzare?» «La traversata della Manica a nuoto. Per restare nel regno del possibile, scrivere un testo teatrale. Tema? Ho un paio di storie nel classico cassetto».

«Il programma TV che non ha ancora visto nascere, ma che è nei suoi sogni?» «Mi piacerebbe un programma che, partendo dalle vecchie serie TV (da Rin Tin Tin a Happy Days a Twin Peaks), racconti quel che succedeva in quegli anni e arrivi a parlare delle serie di oggi. Credo che i telefilm, come si chiamavano una volta, siano un grande racconto popolare, come lo erano i romanzi d’appendice nell’ottocento. A volte disprezzati dai critici snob, ma capaci di farci leggere e capire la società».

Sono quasi senza fiato. Non sbaglia un colpo. Ricapitolo rapidamente i miei pensieri: dirige la RSI, legge, guarda film, ama la buona cucina e si tiene attivo sia nel fisico che nella mente. Condivide con i suoi cari i momenti di svago, ha le idee chiare sul futuro del web e ha idee originali per contenuti radio e Tv. È attento al mondo animale… non me la racconta giusta! Deve pur avere un difettuccio… possibile sia tanto perfetto da poter essere il miglior candidato a umano di Murakamimao?

Quasi pronto a saltare nel trasportino per farmi portare a casa Canetta chiedo «Qual è il suo animale preferito?»

Si aggiusta gli occhiali sul naso: «Cane. Ma ho avuto (e amato) un gatto di nome Beck».

Ho sentito bene? Cane?

Le unghie fanno prepotentemente capolino dai polpastrelli! Riprendo la mia buona postura, compìto, orecchie tese, mento alto:

«la ringrazio signor Canetta per il suo tempo. Come immagina stiamo esaminando anche altri candidati. Le faremo sapere».

pluralis maiestatis… c’est claire.

 

SHARE

Sono Gatto da tutta la vita, giornalista da un giorno e speaker da 5 minuti. Amo sonnecchiare, possibilmente sotto la lavanda in giardino o comodamente adagiato sul lettone. Il punto di vista migliore? A pancia in su…