Il ca(t)-risma dei Karma Krew. Signori, Signore e gatti, quando li vedo arrivare mi parte subito uno di quei film al rallentatore, avete presente? Ogni movimento è lento, il colore è vintage e i protagonisti sembrano venuti fuori da un altro mondo! Passo da fighi, look da fighi, sguardo da fighi. Insomma tre gran fighi i Karma Krew! Anche se, va detto, nel mio slow movie il quarto elemento, pelo fluente, passo regale e sguardo da gatto, non ha rivali.

Si accomodano e anche visti da vicino, ammetto, fanno la loro figura. Dopo un paio di convenevoli attacco. Dagli esordi ad oggi, per i Karma Krew è stata una escalation di successi. Ultimamente quando chiedo qual è la ricetta per sfondare tutti rispondono essere se stessi vediamo se loro mi sanno dare qualche ingrediente in più e quindi parto con la domanda di rito. Qual è la ricetta del vostro successo?

Mi risponde Manu: «Essere noi stessi! – Ride di gusto -Ti prendiamo in giro, ma in fondo è la verità. Chiaramente non basta e qui forse arriva l’ingrediente in più. Innanzitutto non parlerei di successo, ma piuttosto di movimento che si amplia, di persone che ti ascoltano e che apprezzano ciò che trasmetti. Forse gli ingredienti mancanti sono la dedizione, il non perdere mai la propria identità e si, anche un po’di culo. Meglio dire fortuna? Lanciare un determinato singolo in un momento specifico può essere la chiave. E’ stato il nostro caso, come per esempio pubblicare Prova a immaginare nel 2010 si è rivelato essere un successo, perché era un momento un po’morto del genere, specialmente nella Svizzera Italiana».

Una risposta vera. Resto spiazzato. Ecco l’ingrediente segreto! Quella sana dose di fondoschiena, che unita a talento, dedizione e genuinità fa la differenza! I Karma Krew si dimostrano dei puri. Dei ragazzi sinceri. In effetti sul loro sito ufficiale si legge: ragazzi d’oro come noi la mamma non ne fa più. Ed io che pensavo fosse solo una trovata pubblicitaria! Gatto mal fidato. Questi tre giovani sono schietti sul serio. Ma da micio doc non mi fido, così li metto nuovamente alla prova.

Andare d’accordo non è sempre facilissimo, voi litigate mai? E chi la spunta di solito? «Ci sono sicuramente delle incomprensioni, ma non siamo ormai più teenagers. Affrontiamo i vari disguidi da persone adulte e cerchiamo sempre di risolvere tutto al volo, mai lasciarsi con qualche rancore o parole non dette. L’abbiamo imparato con gli anni. Chi la spunta? Dipende. Siamo in 3, quindi 2vs1» e parte una risata collettiva.

Insisto, possibile che siano così giovani e così saggi? Mi raccontate 3 pregi e 3 difetti di ognuno di voi? È sempre Manu che risponde: «pregi? Preciso, determinato e buono. Difetti: diffidente, permaloso e daltonico. – Aggiunge – Los e Manny si divertono da anni ormai! – È la volta di Manny – Pregi sono la scrittura, cura dello stile, forza. Difetti: permaloso quanto Manu, un po’introverso e sempre in ritardo. – Poi sottovoce – Non ditelo a Manu!. – Ultimo è Los – gran voce, creativo e gran lavoratore. Difetti: vecchissimo, un po’old school, fissato con le cover».

Con questa li frego di sicuro. Chi è il latin lover tra di voi? «Classica domanda imbarazzante. Non abbiamo un Don Giovanni in crew, ma sappiamo che uno o l’altro si può piacere. Ce la giochiamo» sguardo complice e nuova risata di gruppo.

Si divertono e scherzano tra di loro. Non resta altro che iniziare a fare di gusto delle gran fusa. Ecco ripartire il film di inizio intervista, mi vedo già li con loro sul palco a screcciare coi miei unghioli. Frenata. Ma si screccia ancora? Panico. Meglio glissare. Pensieri positivi gatto. Pensieri positivi.

Il pensiero positivo che trovo è quello dei loro video. Curati, accattivanti e con delle belle ragazze. Qui si che mi ci vedrei bene. Suggerisco di aggiungerci, che ne so, un bel gatto? «Los è un fan dei gatti, ne ha avuto uno. Per ora no, ma al limite ti contattiamo».

Due riflessioni al volo. Los è un grande. Lo si intuiva dallo sguardo, indubbiamente è il leader del trio. No. No. Non solo perché ama i gatti, è tutto l’insieme, dai. Insomma. È chiaro no? Secondo. Un gatto della mia levatura nei video farebbe la differenza, ci arriveranno.

Proseguo. Una vita di strada, vita un po’ dura, questo si lega ai rapper nell’immaginario comune, anche la vostra vita presenta degli spigoli, delle esperienze dure? «La strada è qualcosa che in Svizzera non esiste, per come è intesta nell’hip hop nato negli States, anche se qualcuno ogni tanto ne parla come fosse una realtà anche in Ticino. Noi trasmettiamo un insieme di esperienze, tra cui chiaramente anche quelle più dure. Nel nuovo disco si possono ascoltare brani come Macchia Nera, che racconta drammi vissuti in prima persona e brani come C’est la vie, che racconta invece ciò che vediamo là fuori».

Ora sono commosso sul serio. Questi ragazzi hanno una gran sincerità nel cuore. Altro che culo, a questo punto credo che l’ingrediente segreto del successo sia davvero la genuinità.

Sfoderando le fusa da grande occasione e col mio cuore bianco e blu in bella mostra chiedo. Una canzone per il Lugano, a quando quella per l’Ambrì? «Mai, non necessariamente per una questione di fede, ma perché non avrebbe senso. E’ stata un’esperienza unica, qualcosa che nessuno ha mai fatto come l’abbiamo fatto noi. Bellissimo ma non da rifare».

Ahimè, da fedele Ambripiottino non posso che abbassare la coda e sognare di diventare la mascotte ufficiale della mia squadra, senza la colonna sonora firmata Karma Krew.

Con un sentimento misto di rispetto, stima, delusione per l’Ambrì e bavina di gradimento, sfodero le ultime due domande.

L’ultimo disco. Mi raccontate com’è nato? «Dopo 9 anni di musica insieme era arrivato il momento di registrare il secondo disco di gruppo. Tra il 2008 e il 2014 ci sono stati vari singoli e ben 3 dischi solista. Uomini come noi è un’evoluzione musicale e un ottimo mix tra i tre pensieri a volte molti diversi di Manny, Los e Manu. Vuoi saperne di più. Ascoltatelo su spotify e iTunes e fammi sapere che ne pensi».

Ok rotolato a pancia in su col filmone di me membro del gruppo, sempre a rallentatore, che scuoto il manto muccato e faccio le fusa a delle simpaticissime signorine la butto la. «Un pezzo sulla vita felina non vi interessa?» «Potrebbe essere un’idea!» Evviva son già lanciato quando «come già accennato poco fa, se fosse il caso ti contattiamo». Il classico le faremo sapere. Rimango li. Pancia in alto. Zampe ferme. Testa reclinata di lato e la lingua mi pende imbarazzante dalla bocca.

Rien ne va plus, signore e signori.