Tra poco meno di un mese, a quest’ora, sarò in California.
Si avvererà il mio #CaliforniaDreamBig.
Ci ho messo un sacco a trovare il giusto libro da leggere per ispirare questo viaggio.
Volevo un romanzo che avesse il sapore della polvere della strada e che non fosse propriamente un qualcosa da beat generation. Così mi è tornato alla mente John Steinbeck e la sua scrittura davvero americana e piena di vita, con tutti gli annessi e connessi.

E’ stato così che ho trovato I Pascoli del Cielo, un libro capace di raccontare una California che non c’è più ma che resta facile da immaginare non appena si è sul luogo.
Steinbeck è per me il maggior rappresentante dell’America della Grande Depressione.
Le sue parole sono per me come dei quadri capaci di rendere alla perfezione la situazione vissuta dagli abitanti degli States in quegli anni.
Dentro a “Furore” c’è una forza e una voglia di riscatto che solo un grande scrittore sa trasmettere a parole.

I Pascoli del cielo è stato scritto e pubblicato nel 1932, periodo molto nero per gli Stati Uniti.
Steinbeck trova il suo modo di fuggire da una realtà difficile e porta i lettori del suo romanzo nell’America delle colonie spagnole.
Siamo proprio in California, quando quella terra era solcata da avventurieri e da preti missionari che cercavano di portare la parola divina in luoghi popolati da pellerossa.

Steinbeck descrive le valli della California centrale come se avesse un pennello al posto della macchina da scrivere ed io credo che esse siano ancora così.
Anche Wikipedia riporta il passo che più mi è rimasto impresso dell’inizio del libro.

Una lunga valle si stendeva entro un anello di colline che la proteggevano dalla nebbia e dai venti. Disseminata di querce, era coperta di verde pastura e formicolava di cervi. Al cospetto di tanta bellezza il caporale si sentì commosso…

Le vicende raccontate da Steinbeck si susseguono quasi fossero in un film western ante litteram. Tutto scorre come sulla pellicola in questo testo che è considerato forse il più importante libro scritto da Steinbeck.
Ci sono 12 capitoli, per 12 storie concatenate e rappresentative di un’America che sicuramente non c’è più.

La Calfornia offre così tante cose da vedere che, probabilmente, non basterebbe una vita.
Il libro di Steinbeck ci porta verso un itinerario da vero e proprio segugio del viaggio.
Il giro delle ex colonie missionarie è ancora possibile.
Le cosiddette “Spanish Missions” si trovano nell’Alta California e ci fanno da insegna stradale fino alla California centrale, luogo in cui Steinbeck ambienta i pascoli del cielo.

Spesso si considerano gli Stati Uniti il centro di un nuovo mondo che ha poco di archeologico e la cui storia è più che recente. Seguire l’itinerario indicato anche da Steinbeck è un buon modo per recuperare un senso della Storia di una nazione, la California, ancora intrisa di tutte le influenze che l’anno formata, anno dopo anno.