Sabato 30 novembre 2019, dalle 17.00 alle 22.00, il Museo Vincenzo Vela propone un viaggio intorno al mondo, fino al Giappone e ritorno, con Quando una stella si ferma al Vela, il consueto mercatino solidale aperto ad associazioni e ONG e con la proiezione (ore 20.15) del film Umarete wa mita keredo (Sono nato ma…), 1932, di Yasujiro Ozu, presentato per l’occasione con l’accompagnamento al pianoforte di Francesca Badalini, e introdotto da Marcello Seregni (storico e archivista), evento organizzato in collaborazione con Bi11 Crash-Biennale dell’immagine e il Cineclub del Mendrisiotto.

«Un vero viaggio non è cercare nuove terre ma avere nuovi occhi». In sintonia con questa citazione di Marcel Proust, il Museo Vincenzo Vela allarga lo sguardo e con la mostra Giappone. L’arte nel quotidiano e invita alla scoperta di un Giappone meno conosciuto. La stimolo a “guardare con nuovi occhi” non solo a paesi lontani, ma anche a realtà più o meno vicine, è invece dato dal consueto mercatino solidale Quando una stella si ferma al Vela, giunto alla quinta edizione, che ogni anno si presenta come un itinerario di scoperta. Quest’anno sarà un viaggio di carta nel mondo, da Sud a Nord, da Est a Ovest, attraverso le associazioni e ONG del territorio che propongono in vendita libri e progetti editoriali da loro editi e curati. Protagonista è l’oggetto libro in tutte le sue declinazioni: libro di viaggio, reportage da un paese lontano, ma anche audiolibri, oppure libri-dono “virtuali” da regalare a lettori potenziali che però non hanno i mezzi per acquistarli, oppure “libri a sorpresa”, da scegliere lasciandosi ispirare dai pochi indizi scritti sulla copertina regalo per poi donarli agli amici o parenti più curiosi… A proporli sono una decina di ONG e associazioni della Svizzera italiana, presenti con le loro bancarelle al Museo a partire dalle ore 17.00 di sabato 30 novembre. (Entrata gratuita). Quando una stella si ferma al Vela è però, al contempo, un prezioso momento di incontro e di dialogo attraverso attività che accompagnano e completano i progetti espostivi del Museo. Lo stesso pomeriggio dunque, a partire dalle 16.00 in programma un atelier per i più piccoli (dai 6 anni), durante il quale i giovanissimi partecipanti sono invitati a creare un piccolo libro d’arte. Ma il viaggio con gli occhi per eccellenza è quello del cinema. Per questo, in collaborazione con la Bi11 – Biennale dell’immagine (che per quest’edizione indaga il tema del “Crash”) e il Cineclub del Mendrisiotto, il Museo presenta alle ore 20.15 un classico della filmografia del maestro giapponese Yasujiro Ozu, Umarete wa mita keredo (Sono nato ma…), del 1932, che verrà accompagnato al pianoforte da Francesca Badalini. Il film, che sarà introdotto dallo storico e archivista Marcello Seregni, racconta di due fratellini della periferia di Tokyo che perdono la loro venerazione per il padre, impiegato modello, quando lo vedono fare il buffone per il divertimento del suo principale. Uno dei capolavori di Ozu: «Il film che sancì per Ozu il definitivo riconoscimento della critica», scrive il critico Paolo Mereghetti. «Uno dei migliori tra i film giovanili di Ozu», riporta il Dizionario dei film di Morando Morandini: «Il brio leggero della commedia, dovuto specialmente alle due buffe e vispe figure infantili, non nasconde l’amarezza dei temi, la lucida analisi della rigidità gerarchica nei rapporti sociali e familiari». Un film per tutti, una storia edificante, perfetta come “storia di Natale”.