Filumena Marturano, in scena al Teatro di Locarno martedì 14 e mercoledì 15 novembre, è il testo di Eduardo De Filippo più rappresentato all’estero, ispirato da un fatto di cronaca dal quale Eduardo ha costruito una delle più belle commedie dedicata alla sorella Titina.

È la storia di Filumena Marturano e Domenico Soriano: lei è caparbia, accorta, ostinata contro tutto e tutti nel perseguire la propria visione del mondo, con un passato di lotte e tristezze, decisa a difendere fino in fondo la vita e il destino dei suoi figli. Lui borghese, figlio di un ricco pasticciere, amante e proprietario di cavalli da corsa, un po’ fiaccato dagli anni che passano e dalla malinconia dei ricordi, è stretto in una morsa dalla donna che ora lo tiene in pugno e a cui si ribella con tutte le sue forze. Ma è soprattutto la storia di un grande amore.

Nel ruolo di Filumena e Domenico due grandi protagonisti della scena italiana: Mariangela D’Abbraccio che ha iniziato la sua carriera diretta da Eduardo nella Compagnia di Luca De Filippo e Geppy Gleijeses, allievo prediletto di Eduardo che per lui nel ’75 revocò il veto alle sue opere. A dirigere la commedia una delle più grandi registe di cinema al mondo : Liliana Cavani. Figura forte, appassionata e struggente, l’esatto opposto di Medea, che uccide i figli per vendetta, Filumena vive all’ombra dell’uomo che l’ha tolta dalla strada, fino a quando non diventa essenziale difendere il bene più prezioso: i figli.

Con questo quadro perfetto di prosa neorealista, De Filippo affronta la crisi della famiglia patriarcale. Il mondo che il drammaturgo racconta, in questo testo del 1946, è quello dell’Italia appena uscita dalla guerra e di una Napoli fatta di povertà, di fame e di voglia di riscatto, incarnata dalla bellezza appassita di Filumena, che in uno dei monologhi più belli del teatro del Novecento racconta la sua disperata discesa, appena diciassettenne, nel degrado della prostituzione. Nell’escamotage di fingersi in punto di morte per farsi sposare dal compagno, Filumena non rivendica nulla per sé, ma chiede il riconoscimento per i tre figli segreti, uno dei quali è proprio di Soriano.

A Mariangela D’Abbraccio, che raccoglie il testimone di grandi interpreti quali Titina De Filippo, Sophia Loren, Valeria Moriconi, Lina Sastri e Mariangela Melato, è affidata la strenua difesa dei diritti dei figli illegittimi, un tema affrontato coraggiosamente da Eduardo, perché intimamente legato alla sua storia personale. Ed è di fronte al coraggio di una donna mai prima d’ora così determinata che Domenico subisce un lento processo di maturazione, arrendendosi all’evidenza del tempo che passa e rendendo omaggio alla dignità femminile.

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