La città di Locarno, da mercoledì, torna a essere per una decina di giorni, la protagonista del Ticino. Il giallo e il nero, i colori del Festival, hanno già iniziato a colorare Piazza Grande, le vie del centro e le varie sale che accoglieranno i film in programma nelle 12 sezioni. Pellicole che fanno da cornice alla manifestazione culturale più importante della Svizzera.

Per presentare questa 69esima rassegna è utile un confronto con quelle precedenti. Un paragone che ovviamente si basa su quello che già sappiamo. E allora iniziamo dalla retrospettiva dedicata al cinema tedesco del dopoguerra. Scelta interessante e non scontata, che si distanzia dalle ultime dedicate a noti registi americani come Sam Peckinpah, George Cuckor o Vincente Minnelli. Per presentare i vecchi film tedeschi ci sarà anche un regista cult come Edgar Reitz (già presente alla Primavera Locarnese nel 2014).

Vediamo gli ospiti. Dall’avvento del direttore Carlo Chatrian e grazie all’aumento del budget, il Festival ha potuto contare su arrivi importanti come John Cusack, Andy Garcia, Mia Farrow ed Harrison Ford. Quest’anno verranno premiate personalità meno glamour, anche se di valore, come Bill Pullman e Alejandro Jodorowsky. Gli appassionati saranno comunque stuzzicati da personaggi come Roger Corman (a cui un Festival di Marco Müller aveva dedicato a suo tempo una retrospettiva) e Howard Shore che forse ai più non dirà nulla, ma che ha creato colonne sonore tra le più famose (Signori degli Anelli, The Twilight Saga). Attesa anche per due attori fondamentali nella storia del cinema: Stefania Sandrelli (indimenticabile in la conoscevo bene) e Mario Adorf (tra i protagonisti del poliziottesco italiano e del cinema d’autore tedesco). Mentre un ritorno da paura è quello di Dario Argento il quale presiederà la giuria dei cineasti del presente.

Poco si può dire del concorso internazionale se non che in competizione ci sono 17 film in prima mondiale, la metà realizzate da donne.

E Piazza Grande? Il mix è il solito: qualche blockbuster (anche se dagli USA è arrivato solo Jason Bourne) e qualche film d’autore (per esempio l’ultimo di Ken Loach), accompagnato dagli omaggi (come quello a Jodorowsky).

Ma forse, il film che riceverà più applausi sarà quello indiano (Mohenjo Daro). È dai tempi di Lagaan (2001) che un kolossal di Bollywood non veniva proiettato in Piazza.