Festival Jazz Ascona. Ritmo e improvvisazione. Questo è il jazz. Ritmo e improvvisazione. Come la nostra serata. Ascona, il lago, il luogo, il lento passare per vie ancora deserte, il lento fluire di un domani che ancora non c’è. (Una voce: Summertime and the livin’is easy). Ciotoli rossi, strada in discesa, aperitivo al porto, cuscini verdi e un’ape che sappia indicare la via. (Partono le note di un pianoforte). Il cielo grigio si fonde con il lago, che è il luogo, che è il lieve passare del tempo, scandito dal movimento del capo. (Fish are jumpin’ and the cotton is high). La musica cambia, i racconti si intrecciano, i cappelli aumentano, le luci echeggiano, il cielo si apre. (Contrabbasso e piatti: I Know why I Waited). Un piede tiene il tempo, che non è più lento, che fluisce attraverso desideri che non sanno più aspettare. (Know why I’ve been blue). Un caffè shakerato con ghiaccio a pezzi, con pezzi passati e cannuccia nera, la notte è nera, la voce è d’oro e le dita rullano su quello che c’è. (Due sax, un palco, un pubblico, e noi). Il cielo trema, il cielo è a trame, il cielo sovrasta, il cielo improvvisa (I’ve been waiting each day). Il pianista si alza, le braccia e anche noi, la pioggia è sulla schiena, la pelle ringrazia, la pelle che resta, la pelle che chiama. (Assolo di tromba). Il ritmo incalza, il pensiero è fisso, le mani applaudono, il cuore è. (For someone exactly like you). Una voce dal pubblico sale improvvisa, sale decisa, sale che graffia, che morde, che accoglie, che plasma ritorna e va via. (L’atmosfera esplode, la gente è con lei). Il lago spumeggia, il cielo gorgheggia, le luci contengono, i fischi richiamano, i musicisti ritornano, è il bis. (Sax sax sex, piano, basso, batteria e tromba guest da New Orleans). Sul palco si ride, sul palco si dice, sul palco si è dentro, sul palco si è fuori, portano noi dentro, portano noi fuori. (For someone exactly like you). Il temporale si placa, il buio è tenace, il ritmo che tace, Ascona è il luogo, il luogo è ieri, il fluire è lento e accompagna al rientro. (For someone exactly like you). L’automobile si ferma, la portiera si chiude, la casa è deserta, il vento accarezza, la doccia rinfresca, il letto è la notte che ora qui c’è. For someone exatly like you. For someone exatly like you.

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Scavalco finestre, sbircio nei cassetti, sbuco dagli armadi e mi arrampico per canne fumarie. A volte formica, altre cornacchia, in veste di bradipo osservo il mondo, lasciando al torpore dell’ozio il compito di amalgamare sogni, fantasie e realtà… un mix che spaccio per una caramella al gusto di melanzana, da mordere tutti assieme al tramonto, dopo il mio “un.. due… tre!”.