Fandabù si definisce  un’idea. Un’idea ricca di passione, impegno e condivisione. Uno spazio di sperimentazione che vuole fare del teatro un linguaggio contaminato dall’arte in generale e un mezzo per relazionarsi a se stessi e agli altri. Abbiamo parlato con Laura Vanacore per farci raccontare la loro esperienza.

Chi è Fandabù? Fandabù siamo noi, un gruppo di persone che, spinta dalla passione per il teatro, ha intrapreso questa strada per far conoscere a tutti un’ idea nuova. Vogliamo proporre un teatro che sia in qualche modo portatore di messaggi consci ed inconsci, che abbia modo di sfruttare anche altre arti e che sappia convivere con esse. I nostri spettacoli, scritti da noi, significano tutto questo, da White Rabbit, testo creato sulle suggestioni di Sarah Kane, al ciclo degli spettacoli sui pittori, allo spettacolo tratto dalla storia civile di Franca Viola per l’emancipazione delle donne e della società civile italiana, alla Cantaora ed il Duende, un testo di grande poesia. Quello che volevamo, fondando questa associazione, era rappresentare per il pubblico e vivere anche noi, degli spettacoli che ci permettessero di poter dire e trasmettere qualcosa ed al contempo sperimentare, sia nuovi modi di fare teatro, che nuovi spazi, anche non teatrali. Il gruppo di persone è eterogeneo ed ognuno dà il suo apporto sia a livello attoriale, che di regia e sceneggiatura. La condivisione di tutto questo è per noi magica. La parola  Fandabù è inventata ed il significato si crea ogni qual volta riusciamo a riflettere le nostre emozioni agli altri e poi “Fan” ricorda la parola fantasia e questo non ci dispiace affatto.

A chi sono rivolte le vostre attività? A tutti coloro che sono curiosi, dal bambino all’adulto. Il teatro è al centro della nostra attività.

Materia, tempo, spazio, come li coniugate? La passione che ci lega al teatro e a questa associazione ci permette di dedicargli quasi tutto il nostro tempo libero, avendo ognuno di noi un lavoro purtroppo ben diverso da questo. Spesso facciamo le prove di sera e nei week -end ma senza che la cosa ci pesi. Gli spazi purtroppo sono pochi e ci arrangiamo con qualche casa o scantinato, ma proprio da questi spazi occasionali nascono le migliori idee.

 Cosa vuol dire per voi fare spettacolo? Ci piace l’idea di teatro classico, ma ancor di più l’idea che il teatro raggiunga lo spettatore ovunque e quindi anche in posti non convenzionali come bar, ristornati. Se lo spettatore non và a teatro…il teatro arriva da lui!