Daniele Dell’Agnola ha una grande passione: i ragazzi. È per raccontare il complesso mondo dell’adolescenza che ha scelto di pubblicare i suoi libri, che parlano di scuola, amori, sogni, paure. Il mondo dei più giovani svelato agli adulti. Da insegnante a scrittore lo abbiamo incontrato per farci spiegare chi è.

Come, quando e perché hai iniziato a scrivere? « Ho iniziato a scrivere verso i vent’anni perché leggevo autori che mi sorprendevano, così ho iniziato a sperimentare, cercando di imitare per conto mio ad esempio Pirandello, ma senza riuscirci. Ho tuttavia continuato in questo gioco che inizia dalle letture stimolanti e si chiude con pagine non degne di pubblicazione. Grazie al contatto con i giovani, successivamente è nata la necessità di raccontare storie dove gli adolescenti fossero al centro degli eventi. E qualche storia è stata pubblicata da editori che hanno investito in un progetto».

A quale genere di narrativa appartengono i tuoi scritti e da dove viene il tuo amore per questo genere? « In parte ho già risposto, ma forse chiarirei che i tre romanzi che ho pubblicato non sono libri per ragazzi. Meglio: sono forse per ragazzi dai 14 anni in su, anche se il pubblico di riferimento sono i genitori, i nonni, le mamme: coloro che hanno a che fare con le nuove generazioni o che si pongono delle domande su quanto sta accadendo. Le stesse domande che mi pongo anch’io, come docente e papà, quando leggo, scrivo, entro in classe o sto con i miei figli».

Raccontaci il tuo ultimo lavoro editoriale. « Anche i bruchi volano è pubblicato da Gabriele Capelli editore, che ha voluto investire e scommettere su questa storia. Esce a fine agosto 2016. È la storia di Felix, dodicenne che decide di non più andare a scuola. Il suo è un rifiuto! Durante l’estate conosce Alice, Elias e Marcello Porcello, che gli cambieranno la vita. Le prime esperienze sessuali, l’incontro con un ragazzino neo-nazista, il desiderio di cambiare il mondo, lo trasformeranno…»