Oggi non vi racconto di un libro che ho nello zaino ma di uno che vorrei davvero leggere e portare con me in giro per il mondo.
Sto parlando de “Il Ring degli Angeli” di Stefano Paolo Giussani.
Quella che state per leggere è un’intervista a Stefano per parlare di ciò che sta dietro il libro, di come è nato e di come, ce lo auguriamo, potrà essere sparso nel mondo.

Giovy: 4 parole per presentarti
Stefano: Sono milanese, ho seguito il corso di laurea in economia ma stare in ufficio non faceva per me. Così ho dato sfogo alla passione dello scrivere fino a diventare prima giornalista e poi autore di documentari di carattere storico e geografico. Interessi e curiosità mi hanno portato verso la specializzazione in sostenibilità ed ecologia. Ho firmato progetti per National Geographic, History Channel e la RSI.
Collaboro, tra gli altri, con l’Huffington Post Italia e il Corriere della Sera sempre sui temi legati a sostenibilità, green economy e turismo responsabile. Conduco Departure Gayt ne L’altro martedì di Radio Popolare.
Libri pubblicati da Stefano Paolo Giussani: Gli italiani del Titanic, L’Ultima onda del lago (Premio Brianza 2012), Sentieri di fede e una serie di monografie per Touring Editore e l’Istituto Geografico De Agostini.

G: Che cos’è il Ring degli Angeli?
S: Il Ring degli Angeli è una raccolta di 16 racconti e una fiaba a tema gay e lesbo che ho deciso di divulgare per contrastare a mio modo l’omofobia, trasmettendo la normalità dell’esprimere amore a prescindere dall’orientamento sessuale. Erano racconti che avevo nei vari cassetti, alcuni sono stati presentati a concorsi, altri hanno girato l’Italia in rassegne o sono stati pubblicati su riviste.
Ho deciso di raccoglierli e divulgarli con il sistema del crowdfunding.
Perché la forma del racconto? Per almeno due motivi.
Il primo è perché amo il genere. E’ molto più impegnativo scrivere un buon racconto che non articolare un romanzo. Cheever, Carver, Hemingway, si sono cimentati con successo e riescono a incantarmi ancora ogni volta che li rileggo. Sia chiaro: nessuna pretesa di paragonarsi ai maestri, ma la volontà di percorrere i loro passi, quella sì. Poi i racconti sono anche molto più fruibili a livello di lettura. Il tempo di un viaggio in treno o uno spostamento in metro, ti può donare una storia che ti tocca il cuore. In Italia non è un genere tanto diffuso ma, per contro, all’estero è molto seguito, con riconoscimenti anche autorevoli, leggi un Nobel assegnato a una narratrice di racconti.

G: Perché il crowdfunding?
S: Da noi è difficile pubblicare nelle nicchie ed è ancora più difficile pubblicare nel genere dei racconti. Ho scelto il crowdfunding per radunare un gruppo di amici convinti che certe credenze si possano, e nel caso dell’omofobia si debbano, smentire. Così ognuno tra quelli che decideranno di prenotare una quota avrà la sua copia. Se poi, a fronte dell’interesse suscitato, un editore dovesse interessarsi e farsi carico della distribuzione, chissà che non si ottenga l’insperato di arrivare in tutte le librerie.

G: C’è chi diceva che la parola è l’arma più efficace. Pensi sia così?
S: Beh, vivo di parole, pronunciate e scritte, quindi non posso che condividere questa affermazione. Oggi però di parole ce ne sono fin troppe. In un’epoca di overdose da tv, radio, libri, internet, mi manca semmai la parola di qualità e trovo poca volontà di ascoltare. A me piace molto scrivere e parlare, ma prima ancora mi piace leggere e ascoltare. Quindi mi metto nella lista di quelli che sostengono che la parola è l’arma efficace se si ha di fronte chi è predisposti all’ascolto. Chi sostiene un crowdfunding letterario, ad esempio, trovo che sia già molto predisposto all’ascolto e a divulgare il messaggio recepito.

Per sostenere il progetto di Stefano basta visitare la pagina di Crowdfunding Il Ring degli Angeli e lasciare il vostro contributo.
Anche pochi euro, così come un gesto speciale, sanno fare la differenza!