Creatività, passione, uguaglianza. DanzAbile, c’è una realtà ticinese che da anni si adopera per un teatro d’integrazione.
Dare una possibilità alle potenzialità di ognuno e lasciare che siano la creatività e l’arte a guidare un percorso sul palcoscenico in cui la collaborazione e l’incontro abbiano il ruolo dei protagonisti, questo l’obiettivo dell’Associazione.

L’incontro che da modo di aprire un dialogo, un confronto, che fa scoprire parti di se inesplorate. Si parla molto di integrazione e abbiamo chiesto a Laura Cantù, direttrice amministrativa e attrice di Teatro DanzAbile, di raccontarci la loro personale esperienza. «Teatro DanzAbile è nato nel 2005 con l’intento di integrare realtà diverse, portatori di handicap di qualsiasi tipo e “normodotati”, attraverso le arti della scena, in un lavoro di ricerca scenica in cui il linguaggio del teatro e della danza si amalgamano e diventano gli strumenti che danno voce e corpo ai vissuti di ognuno. Il palcoscenico rappresenta un luogo privilegiato su cui attuare una grande sfida: quella dell’incontro e della collaborazione senza differenze. Il risultato è un prodotto artistico, uno spettacolo, che dona visibilità all’integrazione, la promuove allo sguardo della collettività e in questo senso il nostro lavoro ha anche una rilevanza sociale.» ci spiega Laura.

Il pubblico non vede più la disabilità dei performer, ma un gruppo affiatato che con passione e poesia porta sul palco uno spettacolo. «A me personalmente è stato detto che quando ballo la mia carrozzina scompare, sì ballo in carrozzina e questo potrebbe sembrare un ostacolo, ma quando mi lascio trasportare dalla musica le mie ruote diventano le mie gambe, questo a dimostrare che gli ostacoli sono soprattutto mentali.» prosegue Laura, che ci racconta della situazione di accessibilità del territorio ticinese e spiega che c’è ancora molto da fare per eliminare le barriere architettoniche, soprattutto nel contesto teatrale, dove l’accesso per chi si sposta con una sedia a rotelle è pensato per il pubblico ma non per gli artisti che sono spesso in difficoltà dietro le quinte.