Markus Zohner incontra Vania Luraschi, organizzatrice di teatro.

Chi poteva intervistare Markus, se non 17? Vania ci racconta la storia del teatro in Ticino, una storia che appare un po’ buia e triste, finché lei stessa, dopo i suoi viaggi e i suoi studi all’estero, nel 1977 porta a Lugano il primo festival del teatro: La Giostra del Teatro.

Creare un festival di teatro in Ticino, quarant’anni fa. Farlo vivere, crescere, sviluppare, creare un mondo, una piattaforma, arare un terreno per far crescere la cultura. Iniziare a portare ospiti da tutto il mondo in un Ticino fermo da millenni, cominciare a far brillare l’arte teatrale internazionale in una città ancora nel buio più profondo.

Quand’è che uno si sveglia alla mattina e decide di creare dal nulla un festival di teatro internazionale?Cosa gli passa per la testa? E come realizza un sogno del genere? Creare un mondo di cultura per avvicinare il pubblico ad altre realtà teatrali, ad altre visioni, ad atri parametri. Educare generazioni ad un’elasticità mentale e ad una apertura verso climi e mondi diversi. Dove si reperiscono gli spettacoli? Come si effettua una scelta? Quali i rischi? Tanta abnegazione, entusiasmo, curiosità hanno permesso a Vania Luraschi di diventare un punto di riferimento della scena teatrale ticinese.

Un incontro per parlare della creazione di un mondo teatrale in Ticino, degli inizi del festival, delle mete, delle speranze, delle visioni. E del futuro.

Negli anni ’70, il teatro a Lugano era una novità, era una cosa nuova. Il pubblico partecipava ed era molto curioso. Nell’arco di 40 anni sono successe molte cose, le difficoltà non sono certo mancate, tant’è che nel 1989 il festival del teatro si è dovuto fermare per ben sei anni. Non sono stati certo questi momenti difficili a fermare Vania. Infatti, lei ha continuato a viaggiare per il mondo, per portare a Lugano quello che è ora il Festival Internazionale del Teatro.

Vania, oltre che spiegarci la storia del teatro da Peter Brook fino ad oggi, ci racconta le sue storie, le sue esperienze con il teatro in giro per il mondo. Definisce il teatro come una porta aperta sulla fantasia e sull’immaginario. Dato che oggi si parla sempre del futuro della televisione e della radio, Vania riflette anche sul futuro del teatro. La sua visione è che il teatro non può finire e non si può fermare, perché il pubblico con la sua energia esiste. E nemmeno lei si ferma, infatti ci anticipa il progetto per un nuovo festival…