Un vasto pubblico ed eterogeneo quello che sabato scorso ha assistito al concerto organizzato da International Chamber Philharmonic Orchestra (ICPO) alla stazione di Lugano. C’erano bambini, giovani, adulti, anziani, di tutte le etnie e provenienti da ogni angolo del globo. Molti, arrivando col treno o con la funicolare, si sono fermati stupiti e ammirati e sono rimasti ad ascoltare la musica osservando il paesaggio, scattando foto. Anche la giovane attivista per il clima Greta Thunberg, di passaggio a Lugano, si è fermata ad ascoltare i Cameristi dell’ICPO con i quali ha scattato una foto ricordo. I commenti del pubblico presente sono stati tutti molto positivi, l’iniziativa di ICPO col sostegno delle FFS è stata davvero apprezzata.

Il Maestro Fausto Corbo racconta: «Due dei cinque componenti del Münchener Holzbläserquintett sono arrivati già il giorno prima per studiare la location e le varie possibilità di esecuzione. Si è trattato per loro di una sperimentazione interessante, grazie alla quale si sono confrontati con diversi aspetti tecnici e sonori dei singoli strumenti. La loro esperienza ha fatto in modo di superare brillantemente tutte le sfide che si sono presentate. L’ICPO ha partecipato sovente, nel suo primo anno di attività, ad iniziative al di fuori delle sale da concerto. Già a Maggio del 2018 ha preso parte alla giornata della lettura ad alta voce, organizzata dall’Istituto svizzero Media e ragazzi; o ancora è stata ingaggiata dalla Fondazione Claudia Lombardi per il teatro per la rappresentazione della pièce teatrale “L’accordatore” di Anna Felder al Teatro Vela di Ligornetto. È molto incoraggiante e fonte di motivazione per noi contribuire in maniera attiva alla vita culturale ticinese. La commistione tra le arti, basata sul principio della collaborazione tra le varie istituzioni è un elemento importantissimo che intendiamo portare avanti con gioia e convinzione. Questo evento alla stazione di Lugano ci fa immaginare quanto sarebbe interessante organizzare dei concerti itineranti per il futuro, dove tutta l’orchestra possa muoversi in treno e fare tappa nelle diverse stazioni svizzere, magari incontrandosi con altre realtà musicali e/o culturali locali per fare arte insieme. Siamo molto orgogliosi di aver dato il La a questa iniziativa e che le FFS abbiano scelto proprio la nostra orchestra. Con la ICPO il mio intento è quello di ampliare e diversificare l’offerta musicale ticinese, creando un polo culturale di importanza internazionale ma fortemente ancorato al territorio. La nostra orchestra è un’orchestra luganese, i nostri concerti si svolgono per il momento esclusivamente in Ticino. Nel nostro organico ci sono molti musicisti che provengono dal Conservatorio della Svizzera italiana. Mi piacerebbe offrire, con il mio lavoro e quello del nostro instancabile staff, una piattaforma culturale per i molti musicisti che passano da Lugano per studiare e per perfezionarsi, ma che successivamente, troppo spesso, scelgono altri lidi per proseguire la loro vita artistica. Con la nostra programmazione spesso inusuale, coadiuvata dalla modularità data dai nostri gruppi da camera, intendiamo alimentare l’humus culturale ticinese, portando, per esempio, l’orchestra in luoghi della regione non sempre coperti da un’offerta soddisfacente. Spero, con l’aiuto e il sostegno di chi condivide i miei stessi ideali, di riuscire a realizzare ciò che mi sono riproposto. Per il momento, le premesse per fortuna sono davvero promettenti».