Non ci sono solo produzioni delle grandi case e delle Major, sono molti gli appassionati di cinema che con i loro film raccontano il mondo che ci circonda. Riccardo Lurati, regista indipendente ticinese, presenterà i suoi nuovi cortometraggi, il futuro mancato e dietro le nuvole, in una serata di proiezione mercoledì 14 novembre 20.30 al cinema Iride.

Il futuro mancato, un film scritto da una ragazza di 11 anni. Cosa racconta questa storia? «Si tratta di  una storia adolescenziale con i problemi, le preoccupazioni e le emozioni di una giovane di 11 anni ma anche e soprattutto con tanti sogni e tante speranze. La ragazza protagonista del corto ha già prefissato nella sua mente come sarà impostata la sua vita; di conseguenza trova assurdo vivere giorno dopo giorno la quotidianità. Perciò odia fare qualsiasi attività sia in famiglia sia con i compagni di scuola ed i suoi amici: lei fissa un punto dell’orizzonte e aspetta…aspetta che quel giorno che si era prefissata arrivi…»

Il mondo dei giovanissimi è molto diverso dal mondo degli adulti? E come lo si esprime con un film? «In questo film ho cercato di esprimerlo attraverso gli occhi di un’adolescente. Non si tratta comunque di una storia a lieto fine ed è proprio questo che mi ha sorpreso del racconto. La giovane che ha scritto il racconto è una persona solare mentre ciò che ha espresso nella scrittura è tutt’altro. Una storia che fa riflettere molto e soprattutto parla di problemi legati ai giovani d’oggi. Mi ha catturato la sua fantasia e la sua spontaneità oltre alla bravura nella scrittura. Io ho cercato di cogliere l’essenza della sua narrazione portandola in immagini e cercando di portare anche una parte di me e del mio modo di pensare».

Hai lavorato con una classe di scuola media. Come è stata la tua esperienza? «Un’esperienza bellissima! Amo la voglia di fare che hanno i giovani dentro di loro e l’entusiasmo che mettono in ogni cosa e di fronte ad una sfida cinematografica hanno dato il massimo che potevano dare.  Si sono scambiati i ruoli dietro la macchina da presa dando ognuno il proprio apporto e, nonostante l’inesperienza nel campo, hanno saputo valorizzare il film come dei veri professionisti! Il mese scorso ho potuto ripetere l’esperienza con un altro gruppo di allievi ed ora sto facendo il montaggio del loro lavoro».

Tu, invece, come costruisci un personaggio nei tuoi film? «Il personaggio nasce un po’ da solo quando mi viene un’idea e pian piano si sviluppa nella mia mente attraverso storie di vita vissute, racconto di amici o di persone a me vicine o ancora osservando delle situazioni quotidiane che mi si presentano. A volte il pensiero fisso di una determinata situazione fa nascere o crescere un nuovo personaggio dentro la mia testa. Le idee nascono un po’ così… a volte pensate a volte invece arrivano come un fulmine e le devi scrivere subito».