Lo spettacolo Cattiverie, ovvero tre pezzi brevi per capire chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo e per risolvere una volta per tutte i sempiterni problemi che attanagliano l’umanità, sarà nuovamente in scena il 9 e 10 dicembre al Teatro Foce di Lugano. Luca Spadaro mette in scena una commedia, o meglio un varietà, che racconta il peggio dell’Umanità e lo fa nel solo modo che ci concede la nostra epoca: con sventata allegria. «Siccome il Teatro ormai è morto (o almeno così ci hanno detto) agli attori non rimane che gettare la maschera e occuparsi di massimi sistemi. Dunque in poco più di un’ora noi risolveremo i tre grandi problemi che da sempre attanagliano l’umanità: – la povertà – la violenza dell’uomo sull’uomo – lo smaltimento delle vittime Poiché se la nostra epoca, così brillante e disincantata, ci ha insegnato qualcosa è che non c’è nessuna catastrofe tanto grave che non si possa aggiustare con quattro battute, due canzoncine e un balletto.» Così dice l’autore e regista Luca Spadaro e poi si interroga «Può il Teatro, nell’epoca del disimpegno e dell’individualismo più solipsistico, fungere da specchio capace di catturare la nostra immagine più segreta, trasformandosi in un un momento di confronto con le nostre contraddizioni più basiche e inconfessabili?»

Il primo pezzo è una stand up comedy in cui si parla della nostra reazione con cibo, alimentazione e povertà. – Il secondo pezzo è una conferenza dal tema Può l’assassinio considerarsi una delle belle arti? – Il terzo pezzo mostra due attori alle prese con la messa in scena dell’indicibile destino delle vittime di tutte le epoche. Tra un pezzo e l’altro canzoni e siparietti come nella più squisita tradizione del varietà.

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