Municipale Teatro è un contenitore di relazioni che racconta, canta, descrive e porta in scena il contemporaneo (anche attraverso storie passate). Un’associazione culturale attenta, una realtà continuamente in evoluzione. «Questo è un momento non sempre facile per chi sceglie la strada del teatro e della cultura bisogna provare a essere leggeri, elastici, presenti» ci spiega Chiara una rappresentante di Municipale Teatro .

Cos’è Black Sauce?  «Black Sauce è un progetto di Municipale Teatro e Pentesilea; si tratta di conferenze teatrali in cui la divulgazione scientifica incontra il linguaggio della narrazione partecipata e dello storytelling. Con il trascorrere delle storie le nostre “salse” hanno assunto colori differenti. Ora, ad esempio, è il momento del Bianco, dell’arte bianca, dei fatti accaduti a Torino -la nostra città- nel 1917. Si chiama White Sauce. Affamati di pane, sazi di guerra e debutta proprio in questi giorni».

Perché utilizzare lo story telling per trasmettere conoscenza sul mondo dell’arte? «Lo storytelling è narrazione, prima di tutto: è il racconto, ed è lo strumento di lavoro che abbiamo scelto per parlare di storia e storia dell’arte cucendo insieme il discorso scientifico con il filo teatrale. È un modo per riunirsi e sentirsi parte della Storia. Attraverso la narrazione e il teatro si possono trasmettere messaggi fondamentali per la comunità. In un momento di frammentazione come questo mettere in dialogo studiosi, attori e pubblico in un unico contenitore significa fare comunità. Significa condivisione di saperi, condivisione di un tempo, di una serata, di vicende culturali, storiche e artistiche».

Quali sono i personaggi di cui raccontate? «Nell’ultimo Sauce che da Black è diventato White, parliamo di fornai, di pacifisti, di un’Italia che provava a dire NO alla Guerra e non riusciva. In questo caso è protagonista la massa di persone che lotta e che ha fame. La massa con le sue storie nella Storia. Di solito, in Black, i protagonisti sono uomini legati alla cultura con qualcosa di losco e misterioso alle spalle. Per questo “Nero”, perché ci sono intrecci e intrighi che spesso il pubblico non conosce ma che rendono la Storia visibile sotto un’altra luce, creando maggiore curiosità».