Azzurro: il remake dell’estate. Abbiamo incontrato Francesca Carrera, contralto di Libero Coro Bonamici (quindi membro del coro a tutti gli effetti) ma soprattutto – in questo caso – autrice e regista del video di Azzurro Ilaria Bellucci, ideatrice del coro nonché autrice di tutti gli arrangiamenti.

Il video è uscito, un video molto particolare con un’ambientazione speciale. Ci raccontate dove lo avete girato e perché?

Francesca: «Per Azzurro abbiamo colonizzato diverse zone del nostro territorio comprese nelle provincia di Pisa e nel comune di Livorno, prediligendo borghi e architetture abbandonate o dimenticate con il doppio proposito di sfruttare il loro fascino naturale per far sì che l’ambientazione del video fosse molto realistica oltre che surreale e, dall’altra parte, di suscitare l’interesse e stimolare la curiosità del pubblico verso questi luoghi. Abbiamo fatto conoscenza con gli unici tre abitanti di Toiano – piccolo borgo medievale del comune di Palaia (PI) – e abbiamo ammirato la devozione con cui mantengono in vita questo piccolo gioiello che rischia di ridursi in polvere. Stessa sorte spetta allo stabilimento termale Acque della Salute di Livorno, costruito nel 1904 e reduce sfortunato di due incendi: il primo – nel 1968 – ne ha segnato il declino, mentre lo scorso anno il secondo ha stroncato sul nascere gli interventi di messa in sicurezza della struttura, oggi abbandonata. E’ stato un onore e un piacere poter realizzare la scena del ballo in questo scenario esclusivo. E infine, il terzo luogo del cuore è il Teatro Rossi Aperto di Pisa, costruito nel 1771, fallito nel 1940 e recuperato nel settembre del 2012 da un gruppo di studenti e lavoratori precari dello spettacolo che ora vantano 3 anni di attività culturali e il sostegno del loro pubblico. Il T.R.A. è una perla nel cuore di pulsante di Pisa, un luogo suggestivo in cui si respira cultura genuina. Il Libero Coro Bonamici si esibisce qui periodicamente e le riprese effettuate per Azzurro possono considerarsi il nostro omaggio al collettivo che ha ridato vita a questo teatro, con la speranza che venga loro riconosciuto il merito per lo splendido lavoro fatto».

Video suggestivo. Un viaggio tra i “fantasmi del passato”… Quanto è legato Libero Coro al suo territorio?

Francesca: «Libero Coro Bonamici sta alla Toscana come Dorothy sta al Kansas! Il gruppo nasce e cresce a Pisa. Siamo legati alla nostra città e alla Toscana perché non ne possiamo fare a meno! È la nostra casa e si sa: nessun posto è bello come casa mia!».

Sound interessante e che rimane impresso. Ci svelate qualcosa sull’arrangiamento?

Ilaria: «Ascoltando Azzurro nella sua versione originale mi ha sempre colpito la genialità e caratteristica delle sue tre sezioni. Il ritornello in primo luogo, sognante, malinconico, la poesia che nascondeva dietro al suo essere così orecchiabile. Per questo nella nostra versione si ammorbidisce, si svuota e rimane evidente. La melodia, e le parole, il centro della canzone. Il riff iniziale, che non stanca mai, che si riconosce dalle prime note e che nel nostro caso diventa il tormentone del brano. Proprio dal riff è nata l’idea di questa diversa proposta ritmica, un groove funkeggiante, che sembra un vestito su misura per quanto gli sta bene addosso. La strofa, che è antica nella linea, nel senso buono del termine, perfetta nella sua semplicità, così rimane. Declamata, rispettando la sua provenienza e la sua direzione, ma inserita anch’essa in questo nuovo mondo. Moderno, fatto di incastri ritmici e di dettagli percussivi. In ultimo mi permetto una digressione, è una cosa che mi piace fare, aggiungo qualcosa di completamente originale, una sezione in più, “non c’è il leone, chissà dov’è?” E a quel punto non ci sono più confini entro cui rimanere e lasciamo andare quello che è stato solo intuibile fino a quel momento. Il sapore soul che in definitiva questa nostra versione ha. Una parte da poter cantare, liberatoria. Se qualcuno volesse notarla, una piccola citazione dei canti dei nostri amici alpini nell’ultimo ritornello. Che da lì quest’arrangiamento è nato. In una serata di splendida ospitalità e scambio, in cui si intrecciavano la nostra cultura italiana, il soul di fantastiche ragazze americane e il calore dei canti alpini».

Prossimi progetti in cantiere? « Provare, provare, provare, provare. Lavorare su di noi, sul gruppo. Lavorare per migliorarsi e per trovare ancora di più una nostra identità ben definita. Scrivere e montare nuovi arrangiamenti. In cantiere collaborazioni e scambi. Crescere.

Potete riascoltare Azzurro e vedere il video in home page.