Tre giornate molto intense per parlare di abuso e maltrattamento ma, soprattutto, per proporre il buon trattamento dei bambini. La Fondazione ASPI ha voluto festeggiare così i suoi 25 anni di attività, regalando occasione a tutti gli esperti e gli operatori interessati al tema, ma anche a genitori e cittadini, di poter approfondire e trovare nuovi spunti, sviluppare sinergie, accrescere le proprie competenze.

Un regalo bellissimo. Un pensiero che ha grande valore per la società. Perché parlare d’infanzia è importante, lo è sempre e lo è in ogni parte del mondo. Prendersi cura dei più piccoli, amarli e occuparsi del loro sviluppo, è qualcosa che non riguarda solo chi è genitore, ma che deve interessare tutti noi. Come recita lo slogan di questo secondo convegno interazionale ASPI: per crescere un bambino ci vuole un intero villaggio. Così è.

Questo villaggio siamo noi. Boris Cyrulnik ci ha ricordato come il nostro antico retaggio sia intrinsecamente legato alla violenza, e come questa sia stata per molto tempo accettata. Oggi non lo è più. Oggi abbiamo le conoscenze adeguate, abbiamo gli studi che lo dimostrano, la violenza non porta nulla di buono. La violenza intacca il funzionamento del cervello. Crea solo problemi in più. Sia su un piano sociale sia su quello culturale. Non ci sono più scuse.

Abbiamo la certezza che un buon piano educativo si basi sul buon trattamento. Solo la via del rispetto può aiutarci a superare gli abusi che ancora si consumano nelle nostre società.

Rispetto e prevenzione sono quindi le parole chiave. Parole che sono passate di bocca in bocca tra i relatori, tutti di grande rilievo, che si sono susseguiti in cattedra e che hanno dato una panoramica esaustiva su: fattori di rischio, studi e statistiche, linee direttive, modalità di intervento e soluzioni praticabili.