Entrare a passo d’uomo, guidati dal ricordo di una giovane donna, nelle trame invisibili di un territorio. È Well, Come Home! uno spettacolo immerso nel borgo di Fescoggia, nell’Alto Malcantone, che ha accompagnato spettatori ticinesi e d’oltr’Alpe sulle orme di storie tra passato e presente.

Una vera e propria magia nella quale rincorrere voci, note e risate. Una drammaturgia capace, che ha sapientemente imbastito copioni e personaggi, pensati per attori e danzatori di professione ma anche per comuni cittadini.

Well, Come Home porta in scena, infatti, comprovati professionisti delle arti sceniche e semplici cittadini e cittadine del Malcantone di ogni età. Un compito non facile per i registi Elena Morena Weber e Oliver Kühn che hanno orchestrato la sapiente messa in scena. Il risultato è un’esperienza unica e appagante. Tu spettatore sei parte della scena. Una pennellata del quadro.

E tra le vie del paese tutto si fonde. Si confonde. Il tempo è come sospeso. Svolti l’angolo e riscopri le gioie e le imprese del calciatore Roque Maspoli (1917-2004) che ha il doppio volto di Maximillian Friedel e del giovane e talentuoso Nicolas Guidi. Poco più avanti il canto delle donne del borgo ti coccola, ricordando la passione per un campione armai lontano. Due passi ancora e la delicatezza della danzatrice Amina Boschetti (1836-1881), che ha il viso e le movenze di Camilla Parini, si mostra in tutta la sua fragilità. Un’anima sospesa, che rincorre forse sé stessa. Così come la giovane protagonista rincorre i suoi ricordi di bambina e in quella ricerca da vita ai mille fantasmi che abitano strade, piazzette, androni. Senza neppure accorgerti ti trasformi in operaio alle dipendenze della determinata Filomena Ferrari (1836-1915) interpretata dalla brava Ioana Butu. E vorresti che il gioco delle parti non finisse mai.

Le note della chitarra del Maestro Sandro Schnebeli accarezzano e guidano verso un nuovo ricordo. Le comari, immancabili, commentano partenze e, chissà, anche ritorni in patria. Il santone con il suo ammaliante canto ti invita in chiesa. Poi lei, che ha il fascino intramontabile delle dive del cinema di una volta. È scesa dal paese per una coppa di gelato. Un vezzo da vera diva! Ahhh che bei tempi!

E allora anche tu non puoi sfuggire ai tuoi di ricordi, al profumo delle foglie d’autunno. Alla melodia di una ninna nanna. È la magia del teatro.