Animali notturni è un film dello stilista Tom Ford (il secondo dopo A Single Man) presentato all’ultima Mostra di Venezia.

Sono un aspirante scrittore e ho un romanzo nel cassetto, ma non riesco a scriverlo. Alcuni mi dicono di provare a fare altro, mia moglie mi dice di non parlare di aspetti autobiografici e cambiare temi. Non so, sono confuso. Non riesco ad andare avanti.

Ma succede qualcosa che non mi aspetto. Mia moglie mi lascia, mi abbandona per un ricco uomo d’affari. Del resto io non ho un lavoro, non ho ancora scritto nulla e che cosa posso mai pretendere? Mi si dice proprio così. Che cosa posso mai pretendere? E poi lei è bella e ambiziosa e vuole sfondare nel mondo dell’arte. Io sono solo una palla al piede. Non posso far altro che accettare la sua scelta di andarsene.

Ma mi fa male da morire. Non sopporto questo distacco. Non ce la faccio. Ecco, forse ora posso iniziare a scrivere il dolore con il quale convivo. Ora posso finalmente dar sfogo alla mia rabbia e usare il libro come un’arma. Ecco quello che posso fare. Scrivo di noi due. Tutto quanto. Quello che desidero e quello che immagino. Senza censure.

Ah, che soddisfazione, finalmente sono riuscito a finirlo. Non so se sarà un successo, ma ci ho messo tutto me stesso. E ora? Beh, glielo dedico, mi sembra giusto, e lo intitolo Animali Notturni, proprio come chiamavo lei quando eravamo sposati. Lei che stava sveglia di notte perché non riusciva a dormire.

Ma non basta. Glielo mando. Glielo faccio leggere. Voglio immaginare la faccia che farà quando lo avrà in mano. E soprattutto quando leggerà quello che ho scritto. Su di me, su di lei: su di noi. Ecco, sorrido immaginando la sua reazioni nel leggere queste scene tremende. E soprattutto quando capirà di che cosa ha perso lasciandomi.

Toh, guarda. Mi è arrivato un invito per una cena con lei. Mi vuole rivedere. Che cosa faccio? Vado, non ci vado? No. Meglio di no. Sarà ancora più bello immaginarmi la sua faccia quando non mi vedrà. Del resto sono uno scrittore e quello che faccio e immaginare. E questa sarà la degna conclusione della mia vendetta.