Amore. Aggregazione. Azione. Bellezza. Briglie larghe… calore umano. Compartecipazione. Compromissione. Condivisione. Consapevolezza. Emozioni. Esperienza di vita. Fiesole. Fragilità. Impegno. Limiti. Mal di testa. Modo di stare insieme. Qualità. Ricerca. Stimoli. Strumenti. Territorio. Verità. Viscere. Vocazione…
Non bastano tre aggettivi a Teatro Solare per definire il proprio impegno a favore del teatro. Ne abbiamo parlato direttamente con loro.

Teatro solare è molto legato al territorio, perché questa scelta?  Perché solo lavorando in un territorio con continuità e costanza è possibile raccogliere i frutti di un lavoro che ha bisogno di molto tempo e dedizione per dare risultati. Proporre una politica educativa e culturale alla popolazione di un territorio è un processo che non si esaurisce in una stagione o con un evento ma si costruisce pezzettino per pezzettino con azioni ed interventi quotidiani, a tutto tondo e per tutte le fasce della popolazione.

Nel progettare e realizzare questa idea quali sono state le difficoltà da affrontare? L’idea de Il Sole d’Inverno ha dovuto e deve tuttora oggi scontrarsi con problemi di spazi – non avendo un teatro ad utilizzo esclusivo siamo ospiti e quindi inevitabilmente vincolati alle esigenze di altri – e problemi di sostenibilità economica – la stagione, ancora in una fase pilota, al momento non riceve contributi esterni e basa le sue entrate solo sugli incassi; questo la rende economicamente molto difficile da sostenere, soprattutto se si vuole, come è il nostro caso, tenere il prezzo del biglietto su cifre popolari.

Fare educazione cosa significa nel contesto contemporaneo? Significa soprattutto dare la possibilità a bambini, ragazzi e adulti di fare un’esperienza stra-ordinaria, ovvero fuori dall’ordinario: in un mondo che viaggia veloce, in cui tutto sembra esser facile ed a portata di mano, in cui la quantità di informazioni, nozioni e stimoli che ogni giorno riceviamo supera di gran lunga il tempo a disposizione per fare tutto quello che ci sarebbe da fare, noi diamo la possibilità di fermarsi, di approfondire, di crescere con calma, di partecipare e contribuire alle situazioni ognuno secondo le proprie possibilità, senza stereotipi da imitare od obiettivi preconfezionati da raggiungere. Spesso invitiamo i nostri ragazzi a scegliere, a fare una sola cosa ma fatta bene, perché il nostro obiettivo non è sfornare un numero quanto maggiore possibile di giovani attori fantocci, ma aiutare le persone a crescere con coscienza critica, a decidere liberamente cosa vogliono fare, a pensare con la propria testa.

Quali sono le sfide del teatro per il futuro? Una sola, enorme: tornare al centro della vita culturale, tornare ad essere la forma di espressione artistica e linguaggio privilegiato per la diffusione della cultura del paese. In campo educativo, essere inserito nei programmi scolastici come vera e propria materia curricolare per le scuole primarie e secondarie di primo grado in quanto disciplina che meglio di tutte le altre è in grado di conciliare e far vivere ed esprimere in armonia corpo, mente e cuore.

 

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