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Amedeo Modigliani et ses amis

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Amedeo Modigliani et ses amis, è questo il titolo della mostra esposta al Palazzo Blu di Pisa fino al 15 febbraio. Tutti coloro che posarono per lui dissero che essere ritratti da Modigliani era come farsi spogliare l’anima. Ma chi è stato questo grande artista?

Amedeo Modigliani, conosciuto come il trasgressivo, il geniale e romantico artista del XX secolo aveva la capacità di realizzare un ritratto in una, massimo due sedute, e nonostante questo riusciva a “spogliare le anime” dei suoi posatori. Un artista maledetto, un genio incompreso, che ha avuto una storia breve ma intensa e memorabile. La mostra rievoca il periodo artistico di Modì (uno dei nomignoli con cui è conosciuto l’artista), dalla sua formazione Livornese fino al suo significativo trasferimento a Parigi. Una vita difficile quella dell’artista, a causa di problemi economici familiari prima e poi di salute poi. Costretto spesso a stare in casa per via della cagionevole salute, Modigliani fin da piccolo mostrò una grande passione per il disegno. Era solito riempire pagine e pagine di schizzi e ritratti che suscitavano ogni volta lo stupore dei parenti. Poté lavorare nello studio di Guglielmo Micheli, uno dei migliori allievi di Giovanni Fattori e uno dei pittori più in vista di Livorno, da cui apprese le prime nozioni pittoriche, e grazie al quale conobbe Fattori stesso.

Modigliani incarna la figura dell’artista maledetto del XX secolo per il fascino bohèmien, la passione per la filosofia fin da 15 anni, quella per il misticismo ebraico e per la poesia. Uomo affascinante e celebre seduttore, ebbe numerose avventure e travolgenti passioni.

Dopo il primo periodo Pisano si trasferì a Parigi, città pullulante di arte, colori, correnti e movimenti. Era il 1906 e Parigi lo accolse in tutto il suo splendore artistico. Qui venne inflenzato da H. de Toulouse-Lautrec e P. Cézanne e in seguito dal cubismo di Picasso, anche se non aderì mai al movimento.

Modigliani sviluppò uno stile unico: voleva rappresentare la fisionomia stessa dell’essere umano, cioè la sua fisicità. Scomporne le membra sarebbe stato impensabile per lui, e in questo si distacca nettamente dai cubisti: “Per lavorare ho bisogno di un essere vivente, vedermelo davanti. L’astrazione arida e muta è un vicolo cieco”. I suoi ritratti sono differenti dalle opere degli altri pittori della Scuola di Parigi: frontali al pittore, i personaggi erano autonomi e rivelavano ben poco del loro tempo. Disegnava con rapidità, senza ritoccare le linee, piuttosto preferiva ricominciare fino a che non otteneva il profilo desiderato con un unico getto.

La mostra è caratterizzata da un corpus di circa 100 opere, 70 provenienti dal Centre Pompidou di Parigi e oltre 30 appartenenti alle principali collezioni pubbliche e private, italiane e straniere. Sono inoltre presenti cinque lavori provenienti dal Musée del’Orangerie di Parigi che ha accettato di prestare tutte le opere dell’artista livornese della collezione Jean Walter e Paul Guillaume. Fino al 15 febbraio sarà possibile approfondire i capolavori di Modigliani e indagare la dirompente personalità di un grande artista del XX secolo che con i suoi nudi e i suoi ritratti è oggi ricordato come un genio dell’arte.

articolo di Propaganda Toscana