Il Tempo delle case – Compagnia Teatro dei Fauni – di e con Santuzza Oberholzer, musica dal vivo Tiziano Tomasetti regia Andrea Valdinocci e Walter Broggini.

Una bambina e la sua casa rosa in riva al lago, sono i protagonisti di Il tempo delle case da un racconto inedito di Santuzza Oberholzer, che ne è anche l’interprete accompagnata dalla musica dal vivo di Tiziano Tomasetti.

Attraverso ricordi d’infanzia, la narrazione scorre, presentando brevi e divertenti aneddoti della vita e degli usi degli anni ’60, regalandoci le atmosfere di una Locarno a toni pastello e di un quartiere che potrebbe essere quello di qualsiasi cittadina della Svizzera Italiana o del Nord Italia. La vita di tutti i giorni porta con sé le piccole grandi rivoluzioni di un periodo in grande fermento, dove per donne e bambine anche portare pantaloni e capelli corti, era segno di una rivoluzione generale che si stava avvertendo nell’aria. Durante il racconto, Oberholzer delinea con pennellate veloci una carrellata di personaggi ora buffi ora più autorevoli, appartenenti a quel piccolo mondo. Anche l’arrivo della tecnologia segna un passo verso il “moderno”, i campanelli che sostituiscono un battente diventato ormai solo ornamento e soprattutto la televisione, l’oggetto del desiderio di molte famiglie, che però solo in pochi ancora possono permettersi. Accanto a questi segni di cambiamento, però nelle memorie fanciullesche spiccano anche racconti di piccole trasgressioni, giochi e prove di coraggio, che contraddistinguono l’infanzia di ogni bambino. Dal palazzo sul lago, quando si fa notte la protagonista si sposta nella casa dei sogni, come chiama quel luogo intimo da cui non si trasloca, dove forse abita l’anima. Le case dove abbiamo vissuto ci hanno modellato, come se questo involucro, che sta un po’ oltre il nostro corpo ed emozioni, ci abbiano lasciato una traccia, sono diventate parte di noi.
La narrazione è sapientemente puntualizzata dalla musica dal vivo di Tiziano Tomasetti, bassista jazz, che in alcuni momenti dello spettacolo accompagna l’interprete nel suo canto e in altri sottolinea il racconto con il suo strumento, rievocando tra gli altri brani anche memorie sonore degli anni ’60. Il basso è vicino al teatro di narrazione in quanto la sua musica lascia spazio al pubblico così che ognuno possa completare, creando le proprie immagini.

Il Teatro dei Fauni nasce nel 1986 ed è composto da persone provenienti dal mondo del teatro, dei burattini e della musica, arti che compongono le produzioni della compagnia. Particolare attenzione è rivolta ai personaggi femminili, spesso trascurati nel teatro tradizionale. Gli spettacoli in italiano sono spesso tradotti in altre lingue; sono stati presentati in: Austria, Belgio, Brasile, Canada, Repubblica Ceca, Cile, Cuba, Ecuador, Francia, Germania, Italia, Iran, Madagascar, Messico, Slovacchia, Spagna, Svizzera, Turchia.

www.teatro-fauni.ch

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