È nella sua fase conclusiva la stesura del romanzo storico “Terra bruciata. La storia dei processi alle streghe in Mesolcina durante il 1600” di Gerry Mottis, un’opera che vedrà la luce verso la fine dell’anno, basata su processi autentici alle “streghe” moesane.

L’autore, appassionato di storia ticinese e grigionese, ha deciso con questo libro di dare un nome e un “volto” (dopo ben quattro secoli!) a molte sfortunate ragazze, vittime del passato e dell’intolleranza che regnava in uno dei secoli paradossalmente più splendenti, il Rinascimento.

Scrivere un’opera sulle streghe gli ha permesso di parlare dell’iniquità dei sistemi giudiziari del passato, dell’intolleranza religiosa e di pensiero, delle superstizioni, dell’ignoranza popolare, dell’emarginazione dei poveri, dei diversi, dei forestieri, delle donne vedove, non maritate, delle guaritrici, delle levatrici ecc. che furono pesantemente giudicate e colpite dal potere patriarcale maschile, sia laico sia religioso. Tematiche, queste, purtroppo non ancora del tutto superate, nemmeno ai giorni nostri.

Con “Terra bruciata” l’autore descrive, dunque, l’orrore subìto da molte disgraziate donne punite ingiustamente, ritenute oggi un “capro espiatorio” dei mali del passato. Finalità del testo letterario è quella di ricordare tutte queste vittime dell’intolleranza e di riabilitarne la memoria.

SHARE