Il motto di Ladymendrisi8: la vera maestra è la propria esperienza… e riconoscerla

In questi giorni sto preparando un lavoro d’esame e, malgrado la voglia iniziale sia stata poca, ammetto di aver in seguito rivalutato il significato di questa metodologia di insegnamento. Non si tratta solo di un test o di un modo per essere valutati e giudicati, ma reputo sia soprattutto un contributo filosofico o un’elaborazione mentale a cui probabilmente non saremmo mai giunti se non con l’obbligo di esprimerlo.

Pensate cosa ne potrebbe scaturire se una volta ogni tanto fossimo tutti costretti a sederci al tavolo e scrivere una quindicina di pagine su un argomento di cui se ne può sostenere l’approfondimento. Non deve necessariamente essere chissà che, basta sia qualche cosa di cui vi sentite esperti e in cui abbiate messo del vostro… come la ricetta per la torta di mele ottenuta dopo anni di sperimentazioni culinarie, il dove come e quando trovare la miglior borsa Louis Vuitton taroccata, i mille motivi del perché è meglio restare soli che male accompagnati, l’abbinamento più indicato per comporre la pizza a tre gusti e così via.

Da parte mia in questo momento potrei sostenere la tesi su come riuscire a rendere un cane indisciplinato e anarchico malgrado gli insegnamenti profusi, quali chiodi o sostegni per quadri è necessario acquistare se non volete riuscire ad appenderli, l’identikit del perfetto occupatore di parcheggi privati altrui, i pacchi di insalata già lavata che resistono di più nel frigorifero (e che non mangerete comunque), la tecnica per impilare più sacchetti dei rifiuti differenziati, lo sconosciuto download degli aggiornamenti, l’importanza della respirazione, come vivere senza vergogna da inconcludenti e, ma su questo ci sto ancora lavorando, dall’essere inconcludenti si può guarire. E voi? Provate ogni tanto anche solo a domandarvi su cosa vi sentite forti, perché la cultura passa anche da questo: dal riconoscersi l’esperienza acquisita, in qualsiasi campo.

articolo di Ladymendrisi8

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Scavalco finestre, sbircio nei cassetti, sbuco dagli armadi e mi arrampico per canne fumarie. A volte formica, altre cornacchia, in veste di bradipo osservo il mondo, lasciando al torpore dell’ozio il compito di amalgamare sogni, fantasie e realtà… un mix che spaccio per una caramella al gusto di melanzana, da mordere tutti assieme al tramonto, dopo il mio “un.. due… tre!”.

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