Il sostegno a distanza è una semplice forma di aiuto per cui una famiglia o persona o gruppo dalla svizzera permette ad un bambino in Kenya di frequentare la scuola e avere alcuni aiuti elementari.  Spesso ci si chiede se sia efficace: per rispondere, presentiamo la storia molto eloquente di Ignatius, sostenuto a distanza da una famiglia ticinese con AVAID www.avaid.ch.

Ignatius sin da piccolo impara che nella baraccopoli di Kibera bisogna darsi da fare per poter sopravvivere. E’ intelligente: sfrutta il fatto che è un bel bambino e va in giro per le strade di Nairobi a chiedere l’elemosina, perché Mary, la mamma, essendo malata, deve spesso stare a letto, debilitata. “La vita era dura, andavo in giro a chiedere cibo e soldi dalla mattina alla sera. Tutto quello che desideravo era qualche caramella e del cibo per la mia famiglia …”

Un giorno incontra un missionario che gli dice che vuole incontrare i suoi genitori: ha paura di essere rimproverato per non essere a scuola e fugge.

Passa tempo, ed il missionario lo ritrova in strada e Ignatius trova il coraggio di condividere le sue paure ed il fatto che non ha i soldi per la divisa scolastica che in Kenya è obbligatoria. Il missionario cerca la mamma e le dice di mandare il bimbo alla scuola che AVAID ha fatto costruire nella baraccopoli di  Kibera: la Little Prince Primary.

Ignatius non ne ha voglia ed ha paura, ma la mamma  lo accompagna personalmente.

L’inizio è duro, ma Ignatius trova cose sorprendenti. È accettato anche senza scarpe, sia dagli insegnanti che dai compagni e la sua insegnante a pranzo gli dona la sua porzione di cibo per i fratelli. “Se posso fare un ringraziamento alla Little Prince è per il cibo che ho ricevuto perchè mi ha fatto amare la scuola.”

Il grande passo avviene poi con un’insegnante, Mary Jo, che gli chiede di partecipare alla recita di Natale nella parte di S. Giuseppe: lo chiede proprio a lui!  Ignatius sente una stima cosi grande su di sé e decide di dare tutto se stesso: ed è un successo. “Da quel giorno la fiducia in me stesso ha cominciato a crescere.”

Scopre di essere portato per la recitazione e partecipa a varie rappresentazioni, spesso da protagonista, fino a che nel 2005 un regista americano, colpito dalle sue doti, gli assegna la parte del protagonista nel cortometraggio “Kibera Kid”, che vince molti premi e fa il giro del mondo. “Molte persone vennero a conoscermi dopo il film e ripetevo loro che era tutto merito di quello che avevo scoperto alla Little Prince.”

Gli anni stanno passando ed Ignatius si ritrova a chiedersi chi sia veramente e si ricorda del sogno che aveva da bambino di diventare Presidente del Kenya. Resta colpito da come Rosalia, l’educatrice della scuola Little Prince che lo segue, lo prenda sul serio.

“Se Rosalia crede che io possa farlo, significa che è possibile. Da quel momento ho iniziato a credere nel mio sogno.”

Grazie al Sostegno a Distanza di AVAID, Ignatius ha la possibilità di frequentare le elementari alla Little Prince e le superiori alla Cardinal Otunga, dove è incentivato a imparare, crescere, migliorare, ad aprire gli occhi ed il cuore davanti alla realtà.

Tanti amici della baraccopoli di Ignatius sono finiti in giri di droga, delinquenza. Alcuni sono già addirittura morti.

E dopo le superiori, l’Università. Uno stage all’Ambasciata Italiana. E, a dicembre 2016, la laurea.

E’ un profondo sentimento di gratitudine che accompagna Ignatius e la sua famiglia alla laurea: lo ha scritto in una lettera in cui ha voluto esplicitare il suo grazie agli sponsor che gli hanno permesso di fare questo percorso.

“Quando ho avuto bisogno di persone che mi accompagnassero nel mio cammino, voi mi avete offerto il vostro aiuto.

Quando ho avuto bisogno di una ragione in cui credere, voi mi avete dato quella ragione attraverso delle semplici parole riassunte in un’unica frase: l’essenziale è invisibile agli occhi. Proprio quando la luce della speranza sembrava ormai spegnersi per me, all’inizio del 2001, voi avete acceso quella luce per me e per molti altri bambini a Kibera e in Kenya.

Ci avete dato una ragione per vivere, una ragione per sperare.

Una ragione per credere che avremmo potuto raggiungere qualsiasi meta se ci fossimo impegnati con i talenti datici da Dio in tutte le attività in cui eravamo coinvolti.

(Ci avete dato una ragione per credere che) anche da Kibera possiamo accedere alle migliori università dell’Africa Centro – Orientale.

Che possiamo cambiare le vecchie credenze secondo cui niente di buono potrà mai venir fuori da Kibera. Quelle credenze che hanno sempre affermato che se provieni dalla baraccopoli sei destinato al fallimento e le tue speranze verranno distrutte.

Voi, amici di AVAID, avete contribuito a cambiare questa mentalità. Grazie a tutti voi che avete contribuito a farmi arrivare dove sono ora.  Mi avete risollevato e ve ne sarò sempre grato. Grazie!”

Ignatius Juma

 

Per iniziare l’avventura di un sostegno a distanza: www.avaid.ch , sezione sostegno a distanza, inviare il modulo compilato a info@avaid.ch

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