GAT-P rapporto annuale e strategie di prevenzione

Bellinzona. Il Gruppo Azzardo Ticino – Prevenzione (GAT-P), si adopera ormai da molti anni sul territorio Ticinese per la prevenzione del gioco d’azzardo e per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema. Un problema, quello della dipendenza da gioco, che influisce negativamente sulla vita non solo dei giocatori, ma anche dei suoi famigliari.

Nel suo rapporto annuale, il GAT-P, delinea la situazione ticinese e informa sullo sviluppo delle strategie di prevenzione finalizzate a raggiungere gli obiettivi prefissati nell’accordo triennale di collaborazione tra l’Associazione e la Repubblica e Cantone Ticino. I settori principali delle attività del Gruppo Azzardo Ticino, evidenziate dal rapporto presentato, sono tre: il sostegno ai giocatori e ai familiari, la sensibilizzazione dell’opinione pubblica e la formazione continua degli operatori del settore.

«L’attività di sostegno ai giocatori è sicuramente un servizio importante sul quale il GAT-P investe molto – spiega Anna Maria Sani coordinatrice dell’Associazione –  nel 2016 la percentuale di persone che hanno preso contatto diretto con il GAT-P e che, dopo il primo appuntamento, hanno scelto di proseguire gli incontri di consulenza è rimarchevole. Su 26 persone incontrate, 16 hanno intrapreso un percorso. Essere presenti costantemente è per noi fondamentale, infatti, dal 2009, è attivo un numero verde, gestito dal Telefono Amico, al quale ci si può rivolgere per avere un appuntamento con GAT-P. Nel 2016, le richieste ricevute dal nostro servizio, sono state 64, delle quali 39 tramite il numero gratuito. La maggior parte delle richieste d’aiuto provengono dal Ticino, ma abbiamo anche utenza in altri Cantoni e in Italia. È importante che il servizio possa essere attivo 24 ore su 24 e la collaborazione con il Telefono Amico ci permette di garantire una risposta immediata al bisogno».

Sempre in ottica di sostegno, il GAT-P, si mette a disposizione del progetto Safe Zone con la presenza in rete di un operatore specializzato. Il servizio prevede una chat online (di gruppo o individuale) alla quale si può partecipare e un indirizzo mail al quale poter rivolgere le proprie domande. «È un servizio nuovo che sta dando i suoi frutti. È utilizzato soprattutto da donne con un età media circa 39 anni. Oggi essere presenti in rete è necessario e questo servizio aiuta a entrare in contatto con chi, magari, si sentirebbe intimorito da una conversazione al telefono o vis à vis».

Sul fronte della sensibilizzazione e della comunicazione il GAT-P si adopera con campagne mirate a raggiungere l’opinione pubblica. «Abbiamo organizzato molte campagne di sensibilizzazione e prevenzione come quella attivata nel 2016 fortuna un corno, che è stata veicolata su moltissimi media del territorio, con i quali cerchiamo costantemente una buona collaborazione. Ma uno strumento sicuramente incisivo e immediato, oggi, è il video. Per questo motivo abbiamo realizzato Az contro Al, un filmato breve, che su facebook ha raggiunto 49’105 persone – continua Anna Maria Sani – è importante saper parlare anche ai giovani con strumenti attuali come, per esempio, i social network, e noi abbiamo quindi scelto di essere presenti in rete con i nostri messaggi di prevenzione. Ma non bisogna mai dimenticare il rapporto diretto con le persone. Siamo infatti molto attivi con i banchetti informativi a molti eventi del Cantone, tra gli altri lo scorso anno si sono aggiunti la sagra dell’Uva di Mendrisio e Spartio a Biasca. Naturalmente la parte scientifica non va dimenticata. Proprio nel 2016 abbiamo curato un articolo scientifico che è stato pubblicato sul Journal of gambling Studies, la rivista scientifica di prestigio internazionale, lo stesso articolo è apparso anche nella Newscan del Responsible Gambling Council».

In ambito formativo GAT-P affronta le problematiche dovute alla dipendenza da gioco d’azzardo che interessano medici, psicologi, operatori socio-sanitari, tutori, magistrati, membri delle forze dell’ordine, docenti, amministratori, parroci, datori di lavoro, impiegati di amministrazioni pubbliche e private e orientatori professionali. «I percorsi formativi proposti dal GAT-P si suddividono in formazione continua e formazione quadri – spiega Sani – da una parte è utile che chi opera nel campo sociale e sanitario sappia come inquadrare e come muoversi in situazioni di gioco patologico, e, caso mai, come e a chi chiedere suggerimenti o appoggio. D’altra parte, chi si occupa direttamente di situazioni nelle quali il gioco d’azzardo riveste un ruolo centrale, deve aggiornarsi e approfondire le proprie conoscenze. Nell’ambito della formazione continua, nel 2016 abbiamo formato 184 persone di cui 99 studenti, mentre per la formazione quadri abbiamo istruito 91 persone».

Da rimarcare inoltre che il GAT-P svolge una costante attività di monitoraggio per verificare i risultati delle attività svolte, allacciare nuove collaborazioni, sviluppare nuovi temi, confrontarsi con nuove realtà e allestire altri progetti utili all’espletamento del suo incarico.

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