Marsaglia, un piccolo borgo del Cuneese adagiato tra le montagne, uno dei tanti piccoli Comuni italiani che ce la mette tutta per garantire ai propri cittadini una vita non solo decorosa ma anche ricca di significati, sempre nuovi.  Marsaglia ha però la fortuna di essere amministrata da una grande donna, Franca Biglio, conosciuta da anni in tutta Italia in quanto Presidente dell’ Associazione Nazionali Piccoli Comuni Italiani.

La sua grande capacità è stata quella di catalizzare l’attenzione di colleghi che nutrono la sua medesima passione per il territorio, per le genti che lo vivono e per le tradizioni. Si è così formata una vera e propria fucina di idee dal sud al nord alle isole, idee positive e mutuabili fra i vari enti. Proprio da uno di questi incontri durante l’ultimo Consiglio Direttivo tenutosi a Roma lo scorso mese di maggio è stata approvata la proposta di Enrico Vignati, Sindaco di Inverno e Monteleone, di proporre l’installazione presso ogni piccolo Comune di una panchina rossa in memoria delle donne vittime di violenza, un progetto partito lo a settembre da Lomello, un altro centro del pavese, grazie all’impegno di Stati Generali delle Donne.

Ecco quindi che a Marsaglia sabato si è celebrata una giornata totalmente dedicata alle donne con merito. E’ stata intitolata la piazza prospiciente il  Municipio alla Maestra Emilia Beoletto Biglio, storica insegnante del borgo, e posate due targhe commemorative per altre due insegnanti che hanno operato presso il plesso scolastico locale. E’ stata inoltre inaugurata la Panchina Rossa,  posta nella medesima Piazza. Molte le autorità presenti fra cui S.E. Il Vescovo di Mondovì Mons. Pacomio , il Prefetto di Cuneo Dott. Giovanni Russo.  Toccanti le testimonianze di chi fu alunno della Maestra Emilia, grande esempio di insegnamento e capacità di passare dal ruolo duro dell’insegnante a quello amorevole della mamma verso tutti.

Un altro seme è stato posto, un percorso che sicuramente continuerà con entusiasmo e l’impegno da parte degli amministratori presenti a far si che ciò che si è vissuto non dovrà essere ricordato come una delle tante cerimonie presenti in calendario ma come un punto di partenza affinché in modo consapevole si possa combattere la violenza.

 

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