Di Nicola Mazzi

Una scuola di teatro. Si tiene la presentazione dei monologhi. Lola aspetta un’amica che non arriva e allora si siede e ascolta. Quello che succede è sconvolgente. Lei guarda l’attore. Lo ascolta. Lo sente fino in fondo. Le frasi che sta dicendo sono per lei. Anche l’amore che trasmette è tutto suo. Non ci sono storie. Deve conoscerlo. Val nel camerino, ma lui sta scherzando con una collega e quasi non si accorge di lei. Anzi, le dice che quel monologo è stato tratto da un autore noto. Lei, delusa, se ne va. Eppure, quell’emozione non l’abbandona e la sera dopo è ancora lì. Ha vinto l’illusione, la speranza di un’altra emozione.

Voto 5


Di Roberta Nicolò

La delusione e l’illusione in una sola sera. Due emozioni che vanno spesso a braccetto, capaci di innescare le dinamiche più strane. Lola è sola a teatro. Sola con i suoi desideri profondi. Lola ascolta, si commuove, vede in lui una possibilità. La vuole vedere. Lola non ha paura e si espone all’inganno di se stessa. Che è la magia del teatro stesso. Ogni parola è per te. Sempre. Ad ogni replica.

In 13 minuti il regalo di un’emozione

Voto 4.5


Regia: Lora Mure-Ravaud
Sceneggiatura: Lora Mure-Ravaud
Fotografia: Giacomo Giaelli
Montaggio: Lora Mure-Ravaud

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