Si definiscono Contemporanei perché compiono una rigorosa indagine a cavallo tra codici teatrali e ricerca, affrontando con sguardo contemporaneo il loro fare teatro, inseguendo una sintesi tra ricerca formale e densità emotiva. Famigliari perché credono che il Teatro possa realizzarsi nell’ambito di una Troupe, ovvero di un gruppo di lavoro permanente e popolari ossia un èlite per tutti, che si prodiga per arrivare allo spettatore. Ma chiacchierando con loro scopriamo essere anche identificabili con le parole: Ricerca, Troupe, Pubblico. Di chi stiamo parlando? Della Piccola Compagnia della Magnolia.

Il teatro contemporaneo cosa deve trasmettere, secondo voi, allo spettatore di oggi? «Sentiamo l’urgenza e la responsabilità di comunicare e crediamo sia fondamentale accompagnare il pubblico ai linguaggi contemporanei. Per noi è un’esigenza prioritaria l’essere trasmissibili, il fatto che sia l’emozione, il sentire a veicolare un senso. Nello specifico, la nostra ricerca tende a riflettere sui nodi umani irrisolti ed universali del teatro classico con sguardo contemporaneo, coniugando il lavoro sui codici con il nostro sentire e pensare e la densità emotiva con la ricerca formale».

Trasformare il vivere il territorio attraverso la presenza artistica. Sostenere lo scambio tra linguaggi artistici differenti. Piccola Compagnia della Magnolia è molto attiva e presente. Ci raccontate il vostro approccio? «Oltre a proporre un teatro di qualità, permettiamo alle persone di mettersi in gioco con Corsi di recitazione, di parlare con gli attori dopo gli spettacoli, di sentirsi a casa con la merenda domenicale in teatro, di aprire le porte di casa propria agli artisti. I Cantieri Teatrali / Stages di Alta Formazione per Artisti e l’iniziativa Ospita l’Artista, che permette ai cittadini di ospitare i partecipanti ai Cantieri, riflettono l’intento di Teatro Abitato di far dialogare arte e territorio».

Le vostre prossime sfide? «Abbiamo già iniziato a lavorare intensamente alla nostra creazione 2017: ADAGIO NUREYEV, che debutterà in forma di studio a febbraio 2017. Questo lavoro dedicato al grande danzatore sarà il terzo e ultimo spettacolo del Progetto Bio_Grafie, apertosi nel 2015 con ZELDA / Vita e morte di Zelda Fitzgerald e continuato nel 2016 con 1983 BUTTERFLY. Poi, dopo questo progetto dedicato a scritture originali ispirate a personalità complesse del secolo scorso, chissà… Magari torneremo agli amati classici».

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