Di Nicola Mazzi

È l’estate di Stand by me che viene riproposta in questo bel corto. Quattro ragazzi si ritrovano in una foresta per costruire una capanna. Ma il luogo è anche una zona militare sorvegliata e devono stare attenti a non farsi scoprire. Il passaggio dell’estate simboleggia il passaggio iniziatico dall’adolescenza alla vita adulta. Le dinamiche tra i quattro, con piccoli ma significativi gesti, fanno intuire relazioni passate e desideri non espressi. La camera si nasconde sovente dietro rami e arbusti in questo modo si crea una distanza tra gli spettatori e la vicenda.  Li spiamo e loro sono più liberi.

Voto 5.5


Di Roberta Nicolò

Le relazioni dell’adolescenza sono complicate e semplici allo stesso modo. È come vivere sospesi tra due mondi. I quattro ragazzi di Cabane scelgono un luogo che possa essere vissuto fino in fondo. Uno spazio che vuole gridare al mondo reale, a quella vita da adulti che è appena dietro l’angolo, ehi fanculo! Noi siamo qui! Siamo qui e siamo liberi! Ma le maschere della crescita sono già nate e presto forse li portaranno lontani, gli uni dagli altri.

26 minuti, pieni di spessore.

Voto 5.5


Regia: Simon Guélat
Sceneggiatura: Simon Guélat
Fotografia: Tristan Tortuyax
Montaggio: Anthony Brinig

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